Il Forum
Il Forum è il punto di incontro per la discussione degli argomenti trattati su TooMuchChristianity.
Per poter partecipare alle discussioni occorre registrarsi. È facile e gratuito, registrati ora!
Vuoi prendere parte alle discussioni? Se sei già registrato, effettua l'accesso ora.
Altrimenti, registrati ora.
Vanilla 1.1.4 is a product of Lussumo. More Information: Documentation, Community Support.
Propongo un interessante articolo:
In questi tempi di sfrenata e disgustosa PAPALATRIA da parte dei tanti finti devoti che stanno mandando a fondo l'Italia con la loro corruzione senza limiti, bisognosa di alibi devozionali, può essere utile ricordare ancora, come già avvenuto in questo blog, alcuni motivi che dimostrano come l'idea stessa di PAPATO non ha nulla a che fare con l'antica chiesa cristiana, o con ciò che il cristianesimo sarebbe dovuto essere.
Il cristianesimo, infatti, nasce come un movimento democratico. Negli Atti degli Apostoli leggiamo che le comunità più grandi erano talmente autonome che addirittura eleggevano i propri presbiteri* (Atti 14).
*La parola "prete" deriva appunto dell'antico nome "presbyter".
Il presunto primo papa Pietro era talmente poco convinto di essere "capo della chiesa" che quando gli apostoli si riuniscono per eleggere un altro apostolo in sostituzione del traditore Giuda, NON è lui a nominarlo, né a proporre i nomi dei candidati. Oggi sarebbe inverosimile che un cardinale non sia nominato direttamente dal papa.
Ma la cosa più interessante si trova nel capitolo 11 degli Atti degli Apostoli, dove Pietro subisce una specie di "processo" da parte dei cristiani di origine ebraica per aver battezzato un pagano. Interessante notare che Pietro svolge un lungo discorso persuasivo per giustificare il proprio operato, senza far riferimento ad alcuna presunta autorità, né tantomeno ad una pretesa di infallibilità. (L'infallibilità pontificia è roba storicamente recentissima, risale al 1870. Solo per questo i cattolici dovrebbero ribellarsi a tanta arroganza, anziché idolatrare chi si avvale di una simile pretesa).
Interessante notare che, sempre negli Atti, al capitolo 10, quando viene descritto l'incontro fra Pietro e il romano Cornelio, quest'ultimo si getta ai suoi piedi, ma Pietro lo rialzò dicendo: "Alzati: anch'io sono un uomo!". Mi domando QUALE PAPA ha mai avuto una simile umiltà.
La chiesa cattolica, in mancanza di prove scritturali circa l'idea che la chiesa debba avere un capo, fonda il presunto primato di Pietro sulla frase del vangelo di Matteo secondo la quale Gesù avrebbe detto la famosa frase "tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa". *
* Ammesso e non concesso che i vescovi di Roma debbano essere considerati successori di Pietro solo per una leggenda mai provata circa un viaggio di Pietro a Roma (che se anche fosse andato a Roma, non per questo la "sede" diventa automaticamente quella che è solo la méta di un viaggio). Nella chiesa antica le grandi comunità erano autonome ed eleggevano un proprio vescovo. Gradualmente, l vescovi videro crescere il proprio potere in misura proporzionale all'importanza della città ove si trovavano, esercitando anche funzioni civili.
A parte l'attendibilità storica di questo detto di Gesù (che non si trova in nessun altro vangelo) la chiesa antica riteneva che tale affermazione voleva semplicemente sottolineare che Pietro era il primo cristiano, non il primo papa. La frase va compresa nel contesto religioso ebraico, che aveva nel tempio il suo centro.
L'autore del vangelo afferma che Gesù non riconosceva la sacralità dei luoghi fatti di pietre, ma ciò che era importante erano le persone, la comunità. Il paradigma centrale della fede non è più un edificio di pietra ma un edificio simbolico, fatto di persone. Ecco perchè le persone diventano "pietre". Lo stesso Pietro, in una sua epistola, afferma che i cristiani sono "pietre viventi". Non dice che le pietre sono solo i papi, come la chiesa cattolica vorrebbe pretendere.
Ma la cosa più sensazionale è che il Gesù dei vangeli afferma che i suoi seguaci non devono chiamare nessuno sulla terra "padre" (e papa significa proprio padre) né maestro, né guida.
Non c'è dubbio che i vangeli contengano forti accenti rivoluzionari, in un'epoca di padroni e schiavi, nonché di dominati e dominatori, che si proponevano di formare persone con la schiena diritta, dignitose, che fondavano la propria etica sull'interiorità e sulla coscienza, e non su autorità religiose, su riti esteriori o su devozioni superstizione verso statue e immagini.
Purtroppo, quell'antico cristianesimo ha totalmente fallito ed è stato sostituito da un modello di religione che, paradossalmente, il Gesù di cui parlano i vangeli ha sempre combattuto.
Mai come oggi ci sarebbe bisogno di fruste per cacciare i mercanti dal tempio, ma anche di persone che non piegano il ginocchio verso i falsi dèi.
Che ne direste di continuare qui la discussione sull'organizzazione delle chiese evitando di andare un po' fuori sul tema Se un giorno l'egoista?
Se il moderatore JohnGabriel ritiene opportuno cambiare il titolo, o apportare altre modifiche, faccia pure :D
Ho sempre trovato questa storia del papato talmente assurda e surreale che non mai voluto spendere due parole al riguardo; anche perchè ho notato che a parte qualche fanatico (che non mancano mai in tutte le sette, setta romana compresa) nessuno crede alla favola dell'infallibilità papale, e quasi nessuno è pienamente convinto della possibilità e della necessità che un solo uomo abbia un potere assoluto su tutta la cristianità.
Comunque, a quanto già detto aggiungo: a) In una certa occasione l'Apostolo Paolo fu costretto a rimproverare all'Apostolo Pietro il suo comportamento non coerente, perchè condizionato dai giudei. b) Le parole di Gesù (Mat.16:18) non possono essere messe in discussione, ma se lette nel testo originale si scopre subito il grande imbroglio; tu sei Pietro ... (il termine è uno, e riferito a Pietro); su questa pietra edificherò ... (il termine è un altro, e riferito a Gesù).
Gesù non ha creato una chiesa organizzata su base gerarchica, non ha istituito un “collegio degli apostoli” né tanto meno un suo capo.
Non troviamo nel Nuovo Patto neanche l’ istituzione di una qualche forma di sacerdozio.
Quella che troviamo nella chiesa del tempo degli apostoli è una grande varietà di tipi e di forme organizzative, senza una gestione centralizzata.
Non c’è dubbio che Pietro abbia svolto un servizio importante, ma nulla ce lo fa vedere come primo “papa”.
Anzi, quando un vescovo di Roma, Stefano, nel 250 dC, volle riferire a sé questa autorità, incontrò le più vivaci proteste da parte degli altri vescovi, fra cui Cipriano di Cartagine, per i quali ogni vescovo aveva la stessa autorità, ogni vescovo era “successore di Pietro”.
Con le parole citate in Matteo 16,18-19, Gesù risponde a Pietro, che aveva confessato per primo la sua fede in Cristo.
Nasce in quel momento, e Gesù lo dichiara con quelle parole, la comunità di coloro che lo confessano come il Cristo: la chiesa.
Qui viene posta la pietra di fondazione, e Gesù lo dichiara con una promessa: “le porte dell’ Ades non la potranno vincere”): ma nulla parla di un primato.
Poi vi è la parola delle “chiavi”.
Qui gesù affida alla chiesa e a tutti i credenti un’autorità e una responsabilità effettive: Pietro, come primo e (in quel momento) unico credente rappresenta tutta la chiesa.
Più tardi, infatti, le medesime parole saranno rivolte a tutta la comunità dei credenti, cioè appunto, la chiesa (Matteo18,18).
A quanto pare la teocrazia (o meglio, vaticanocrazia!) imperia anche fuori dalla chiesa cattolica.
Roberto Balducci, vaticanista del TG3, autore del servizio di domenica su Ratzinger che conteneva la frase di chiusura sui "quattro gatti" che hanno ancora pazienza di ascoltarlo, è stato rimosso dal suo incarico.
TV: ALFANO (IDV), RIMOZIONE VATICANISTA DEL TG3 HA DELL'INCREDIBILE =
Palermo, 14 lug. - (Adnkronos) - "La rimozione del vaticanista Balducci, giornalista di straordinaria competenza e di riconosciuto valore professionale, ha davvero dell'incredibile e sarebbe perfino impensabile in un Paese laico, in una democrazia sostanziale in cui e' possibile a tutti persino fare una velata ironia sul papa e sui quattro gatti che ormai seguono la predicazione di un uomo che sembra tornato dal piu' profondo medioevo". Lo afferma l'eurodeputato dell'Idv Sonia Alfano.
"Il vero scandalo e' semmai l'eccesso di informazione servile che riguarda ogni parola, persino la piu' banale, ed ogni atto, anche il piu' insignificante, che ha come fonte il vescovo di Roma. Mentre le notizie sulle altre realta' religiose del nostro Paese, penso ad esempio alla comunita' ebraica, la cui presenza in Italia e' anteriore a quella cristiana, o alle chiese protestanti, valdesi e luterani in primo luogo, o alla comunita' musulmana, vengono continuamente censurate o relegate in terza o quarta serata", conclude Alfano.
(Sin/Zn/Adnkronos) 14-LUG-09 20:47
Mài nèim iss Marco, uòtt iss iòr nèim?da 1 a 6 su 6