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      CommentAuthorEvy
    • CommentTime13 Jan 2008 modificato
     permalink

    Prima di entrare nella lettura (del testo biblico n.d.r) vorrei fare una digressione naturale, attesa. C’è sempre la tentazione di considerare le pagine bibliche come delle pagine che parlano anche di scienza.Queste pagine hanno certamente un involucro scientifico e hanno certamente nell’interno un nucleo teologico.
    Ma l’involucro è quello della scienza del tempo.

    La cosmologia del tempo, sappiamo che era fissista: allora era assolutamente inconcepibile qualsiasi teoria evoluzionista. La scienza del tempo era certamente monogenista, monofiletica; era assolutamente inconcepibile qualsiasi ipotesi poligenica: la cosmologia era geocentrica e vedeva tutto il grande universo centrato sull’asse del nostro piccolo pianeta. Era una visione -come si usa dire tecnicamente- "eziologica", che cercava cioè di scoprire le cause segrete nell’interno dell’universo attraverso dei procedimenti più filosofici che non scientifici in senso stretto.
    Per cui noi abbiamo una superficie scientifica; ci sono delle indicazioni legate alla scienza di quel tempo, la scienza dell’Oriente; ma naturalmente una scienza caduca per noi moderni; anche per lo stesso autore essa è soltanto uno strumento per cercare di sviluppare la sua riflessione antropologica, la sua riflessione sull’uomo. In maniera sintetica, possiamo dire che questa pagina non è una pagina paleoantropologica; in essa la paleoantropologia scopre poco, al massimo scopre che cosa si pensava allora; non certo un insegnamento della Bibbia sulla scienza. Abbiamo invece un insegnamento della Bibbia sull’uomo; in questo senso è una pagina antropologica. E allora, dobbiamo abbandonare l’idea di usare questo testo tentando di metterlo d’accordo con tutte le attuali rivelazioni scientifiche.

    Queste rivelazioni scientifiche, come non possono dire molto sul mistero ultimo dell’uomo, anzi non dovrebbero pronunciarsi sul segreto ultimo dell’uomo, dato che esse ne esaminano soltanto le strutture esteriori, dall’altra parte non possono assolutamente essere comparate con un testo che ha un’altra provocazione da offrire, un altro orientamento da indicare.
    Per cui è un po’ ridicolo l’uso che si fa qualche volta di queste pagine in chiave scientifica. E’ il cosiddetto “concordismo”: cercare di spiegare le ére geologiche ricorrendo ai sei giorni della creazione; cercare di trascrivere così i primi tre versetti della Genesi, come fa Isaac Asimov nel libro “In principio” pubblicato da Mondatori nel 1981:

    “I primi tre versetti della Genesi si potrebbero parafrasare così: all’inizio, 15 miliardi di anni fa, l’universo consisteva in un uovo cosmico, privo di struttura, che esplose in un’immensa esplosione di energia…
    Oggi che la terra è stata esplorata da cima a fondo, sappiamo che il paradiso terrestre non c’è; ma chi non vuole rinunciare a questa ipotesi, può sempre sostenere che è stato trasferito in cielo, o che magari esiste tuttora sulla terra, ma, grazie ai cherubini che lo difendono, è invisibile a occhi umani”.

    Invece ascoltiamo due testimonianze ben diverse, testimonianze lontane tra di loro nel tempo e anche lontanissime dal nostro tempo, ma estremamente illuminanti.

    La prima la traggo dal “De Genesi ad litteram “ di s. Agostino, libro 2, c. 9, n. 20:

    “Non si legge nel Vangelo che il Signore avrebbe detto : Vi mando il Paraclito e vi insegnerà come vanno il sole e la luna. Voleva formare dei cristiani, non dei matematici.”

    E l’altra invece è una testimonianza più curiosa. E’ una lettera che uno dei grandi padri della scienza moderna, Galileo, indirizza all’abate benedettino pisano Castelli:

    “Io crederei che l’autorità delle sacre lettere avesse avuto solamente la mira a persuader agli uomini su quegli articoli e proposizioni che essendo necessarie per la salute loro e superando ogni umano discorso, non potevano per altra scienza, né per altro mezzo farcisi credibili che per bocca dello Spirito Santo”.

    Il tema di questa analisi rigorosa sarà ribadito da Galileo in una lettera alla duchessa di Lorena. Dunque è chiaro: da un lato c’è la via della scienza, e dall’altro c’è una via, un canale di comunicazione che può essere solo dello Spirito. Quando noi entriamo nel mistero profondo dell’uomo, abbiamo bisogno dello Spirito: da Lui dobbiamo farci guidare.

    tratto dalla “Bibbia di Gerusalemme” edita dal Corriere della Sera
    di Gianfranco Ravasi, "Queste pagine non parlano di scienza"
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      CommentAuthorfinferflu
    • CommentTime12 Feb 2008
     permalink

    Il mio contributo a questa discussione l'ho messo in un articolo a sè: La genesi della fede, le genesi del mondo.
    La cosa che mi stupisce di più è che tutt'oggi dobbiamo ancora precisare certe cose, soprattutto quando poi in antichità sembra che avessero una mente più aperta di noi.

    Domande o dubbi su questo sito? visita la sezione FAQ | Jamendo! | Il mio blog | ArchLinux
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      CommentAuthorEvy
    • CommentTime13 Feb 2008
     permalink

    Inviata da: finferfluLa cosa che mi stupisce di più è che tutt'oggi dobbiamo ancora precisare certe cose

    Finfer, sai come si dice in Sicilia? "Ci voli pacenzia!"

    A proposito, ho appena iniziato a leggere il libro "L'arte della narrativa biblica" di Robert Alter: molto interessante. Ne consiglierei la lettura...

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      CommentAuthorfinferflu
    • CommentTime13 Feb 2008
     permalink

    Ah sì? Non sapevo l'avessero tradotto in italiano. E' una notizia fantastica, quel libro è utilissimo. Dove l'hai trovato?
    Robert Alter è uno dei miei autori preferiti. Ce n'è un altro di cui lui è co-editore che si chiama "The Literary Guide to the Bible" e credo sia ancora più utile come introduzione, dato che fa una panoramica di tutta la Bibbla (protestante), libro per libro, alla luce della critica letteraria. In italiano, se esiste, dovrebbe chiamarsi più o meno "La Guida Letteraria alla Bibbia". E per stare in tema, Alter ha anche fatto una traduzione della Genesi di suo pugno, stando molto attento a rendere nel modo più fedele possibile i vari idiomi, è una traduzione eccellente, a mio parere, il libro si chiama semplicemente "Genesi".

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      CommentAuthorEvy
    • CommentTime13 Feb 2008 modificato
     permalink

    Credo che al momento, purtroppo, "L'arte della narrativa biblica" sia l'unico libro di Robert Alter tradotto in italiano.
    L'ho trovato qui:
    Ibs.it

    ( pubblicità :D )

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      CommentAuthorjabez65
    • CommentTime14 Feb 2008 modificato
     permalink

    L'articolo, interessante e ben argomentato, lo copio e incollo da questo link.
    La Bibbia c’insegna che Dio ha creato l'universo e tutto ciò che contiene. La teoria dell'evoluzione ci dice che l'uomo è il prodotto dello sviluppo di semplici forme di vita in forme più complesse, il risultato di probabilità accidentali, come una macchina che si costruisce da sola. La teoria dell'evoluzione si sbarazza della necessità di un Creatore intelligente.

    Che queste forme di vita semplici possano diventare forme di vita più complesse può sembrare una teoria attraente, ma non regge. Ecco alcuni punti incoerenti importanti della teoria dell'evoluzione:

    1. La credenza nella teoria dell'evoluzione viola la prima Legge della Termodinamica, la legge della conservazione dell'energia, secondo la quale l'energia può essere convertita da una forma all'altra, e non può essere creata né distrutta. Nulla nell'economia della legge naturale può essere la causa della sua esistenza. L'energia richiesta per l'evoluzione innovatrice, ad esempio un pesce che sviluppa gambe e che esce da una palude primordiale, contraddice le leggi inviolabili della fisica. La struttura attuale dell'universo è una struttura di conservazione. La teoria della creazione è d'accordo con il punto di vista biblico che fa di Dio il Creatore dell'Universo. Poiché Dio si è riposato dalla sua opera (Genesi 2:3), l'energia non è più generata. La liberazione dell'energia nel corso di una reazione di fissione atomica, non è la creazione d'energia, ma un cambiamento di forma della materia in energia.
    2. La teoria dell'evoluzione viola la seconda Legge della Termodinamica, la legge della diminuzione dell'energia. L'energia utilizzabile in un sistema funzionale ha la tendenza a diminuire, anche se l'energia totale rimane costante. I sistemi strutturati progrediscono da uno stato ordinato e complesso verso uno stato meno ordinato, disorganizzato, ed aleatorio. È ciò che si definisce “entropia”. Teoricamente, in una situazione rara, limitata e temporanea, si dovrebbe avere uno stato più ordinato. Ma tutti i sistemi si deteriorano secondo questa legge. L'evoluzione è in violazione diretta della seconda Legge della Termodinamica. Gli evoluzionisti ne sono a conoscenza e quindi la loro teoria implica che ci sia stata una violazione costante della seconda Legge della Termodinamica per miliardi di anni., l'evoluzione, da un punto di vista statistico non soltanto è estremamente improbabile, ma praticamente impossibile.
    3. L'evoluzione viola la Legge della Biogènesi, secondo la quale la vita può venire soltanto da una vita che era preesistente e genererà soltanto la sua specie. La credenza nell'evoluzione è principalmente una credenza in una “generazione spontanea”: la vita è apparsa quando un lampo ha fulminato un brodo primitivo e come per magia, una cellula viva si è formata. Pasteur (1860), Spallanzani (1780), e Redi(1688) confutano il fatto che dei vermi possano venire dalla carne marcita, le mosche delle bucce di banana, (ecc....). Quando la materia in decomposizione è stata isolata e pre - sterilizzata nessuna vita è apparsa, poiché non c’era stata nessuna contaminazione biologica.
    4. Non c'è nessuna prova nella registrazione fossile per sostenere l'evoluzione. Secondo la teoria generale dell'evoluzione, la progressione di base della vita che arriva all'uomo è cominciata con materia non viva, quindi i protozòi, poi i metazoi, gli invertebrati, i pesci vertebrati, gli anfibi, i rettili, gli uccelli, i quadrupedi da pelliccia, le scimmie e l'uomo. Se la teoria dell'evoluzione fosse esatta, dovremmo aspettarci di trovare un gran numero di forme transitorie preservate obiettivamente nelle “registrazioni fossili.” Ma non se ne trova alcuna traccia. Si è inizialmente creduto che lo archeopteryx fosse una forma transitoria, ma i paléontologi hanno ammesso che si trattava di un vero uccello. Gli evoluzionisti, coscienti di quest’ovvio errore della loro tesi, sostengono ora che i fossili non sono presenti perché ci sono stati “scoppi evoluzionisti” in un periodo di miliardi di anni, che, a causa della loro rapidità e brevità, non hanno lasciato impronte nel tempo. Tuttavia, una teoria di “scoppi evoluzionisti” non è ancora sostenuta dalla prima né dalla seconda Legge della Termodinamica, né dalla Legge della Biogènesi.
    5. La registrazione fossile non ha potuto documentare un solo “anello mancante” verificabile tra l’uomo e la scimmia. Compilazioni di prove insufficienti ed inesatte, modelli interamente basati su speculazioni, interpretazioni artistiche abbondano, ma non c’è nessuna prova scientifica che conferma l'esistenza dell’anello mancante. “Scoperte positive” di un anello mancante sono annunciate periodicamente, per concludersi soltanto in discussioni, revisioni o sconfessioni. L'uomo del Nebraska fu costruito a partire dalla scoperta di un solo dente nel 1922, che non era altro che il dente di una specie scomparsa di maiale.

    Nel 1891, l'uomo scimmia di Java, chiamato anche Pithecanthropus Erectus (l'uomo scimmia erectus) fu ricostruito a partire da un piccolo pezzo della cima di un cranio, un frammento del femore sinistro, e di tre molari. I resti furono raccolti su un’estensione di settanta piedi (21.336 metri), in un vecchio letto di fiume, mescolati con le ossa di animali estinti. L’ipotetico anello mancante fu trovato avvalendosi di prove scarse o inesistenti che tutti i pezzi provenissero dallo stesso animale. Il Dott. Eugene Dubois, un evoluzionista entusiasta, venne più tardi alla conclusione che le ossa erano i resti di una specie di gibbone, di una scimmia.

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      CommentAuthorjabez65
    • CommentTime14 Feb 2008 modificato
     permalink

    5.Nel 1912, Charles Dawson, un paleoantropologo dilettante presentò ossa, denti ed attrezzi primitivi che avrebbe trovato in una cava a Piltdown, Sussex, in Inghilterra. Nell'ottobre 1956, la rivista Reader's Digest pubblicò un articolo, un riassunto dalla pubblicazione Popular Science Monthly, il cui titolo era “Il grande inganno di Piltdown”. Un nuovo metodo per datare le ossa, la prova di fluorite, rivelò che le ossa di Piltdown erano false. I denti erano stati limati e sia le ossa che i denti erano stati decolorati con il dicromato di potassio per nascondere la loro vera origine. Tutti gli “esperti” furono fuorviati per oltre quarant’anni.

    Per molti anni si è creduto che l'uomo di Neandertal fosse l’anello mancante. Era descritto come una creatura pelosa, semi eretta, dal petto potente, che di solito aveva una clava in mano. Altri scheletri neandertaliani hanno dimostrato che l'uomo di Neandertal era completamente eretto, interamente umano, la cui capacità del cervello eccedeva quella dell'uomo moderno del 13 per cento. Si è concluso che il primo esemplare era, con tutta probabilità, affetto da osteoartrite o da rachitismo. Oggi, l'uomo di Neandertal è considerato Homo Sapiens.

    Henry Morris nel suo libro ben noto Creation And The Modern Christian - la creazione ed il cristiano moderno - (Master Book Publishers, El Cajon, California, 1985) sottolinea:

    “Se l'evoluzione fosse vera, allora le varie tappe dell'evoluzione umana dovrebbero essere meglio documentate di tutte, poiché l'uomo si suppone che sia l’evoluzione più recente, e che ci siano più ricercatori di fossili in questo settore che in altri.Tuttavia, come abbiamo visto precedentemente, la prova vera è estremamente frammentaria e molto sospetta. Esattamente quali fossili di ominidi potrebbero essere gli antenati dell'uomo, la data e l'ordine nei quali sono stati trovati, rimane materia di accesi dibattiti anche fra gli antropologi evoluzionisti.”

    Henry Morris sottolinea il fatto che l'antenato comune dell'uomo e della scimmia che si è a lungo cercato, soprattutto quello dell’ “australopiteco” e della famosa “Lucy”, potrebbe essere una creatura che vive ancora, una specie di scimpanzè pigmeo chiamato “bonobo”. Il “bonobo” vive nella giungla dello Zaire. La sua dimensione, la sua altezza e la dimensione del suo cervello sono quasi identiche a quelle di Lucy, che sarebbero i fossili di ominidi più antichi (Science News, 5 febbraio1983, p. 89).
    6. L'evoluzione non arriva a spiegare neppure l'esistenza di una “semplice cellula” Gli organismi unicellulari più semplici hanno nei loro geni e nei loro cromosomi tanti dati quanti quelli che sono contenuti nelle lettere delle più grandi biblioteche del mondo - cento miliardi di lettere. Ci sono centinaia di migliaia di geni in ogni cellula. La maggior parte delle forme di vita contiene miliardi di questo tipo di cellule complesse perfettamente ordinate. È impossibile che un processo aleatorio abbia potuto organizzare tante informazioni. La probabilità matematica che un corpo umano si formi casualmente è la stessa che dall’esplosione in una tipografia si formi un dizionario.

    Secondo Sir Fred Hoyle, un ateo autore della teoria “dello stato di stabilità” dell'origine dell'universo, la probabilità della formazione aleatoria della vita è così insignificante che può essere paragonata a quella di “un tornado che risucchia una discarica pubblica e, con questi elementi, mette insieme un boeing 747” (“Hoyle on Evolution”, Nature , Vol. 294, Nov. 12, 1981, p.105). Fred Hoyle e Chandra Wickramasinghe, un astronomo matematico, hanno calcolato la probabilità della comparsa spontanea della vita dovunque nell’universo, nel raggio di 15 miliardi di anni luce, e l’hanno ritenuta inferiore ad una possibilità di 1 con trenta zeri dietro. Sir Fred Hoyle ed il dott. Wickramasinghe sono stati forzati a riconoscere che la vita deve essere stata creata da un'intelligenza superiore (un tipo d'intelligenza panteista che avrebbe creato delle spore che si trovavano, per una ragione o per un'altra, in altre regioni dell'universo e sono arrivate come alla deriva sulla terra), poiché il processo è troppo complesso per essersi manifestato naturalmente.

    Sir Fred Hoyle fa un altro raffronto colorito, che utilizza una creatura pelosa cara agli evoluzionisti: “Indipendentemente dalla dimensione dell'ambiente che si considera, è impossibile che la vita abbia avuto un inizio aleatorio. Schiere di scimmie che si affannino a battere sui tasti di una macchina da scrivere, non potranno mai scrivere le opere di Shakespeare, per la semplice ragione che l'universo intero osservabile non è abbastanza grande per contenere tutte le scimmie necessarie, le macchine da scrivere necessarie e certamente non i cestini della carta straccia che occorrerebbero per gettare le bozze. Lo stesso vale per le materie vive” (p. 148).

    Gli uomini faranno di tutto per razionalizzare il fatto che non esiste un Architetto personale dell'Universo che abbia creato ogni vita con intelligenza. Anche tenendo conto soltanto delle informazioni generali e i dati in corsivo di questo sito, credere nell'evoluzione richiede più fede che credere in un Creatore intelligente. L'evoluzione è una teoria senza prova scientifica a suo sostegno. È una fede vuota per quelli che non vogliono credere in Dio e che dovrebbero essere insegnata come una religione, una religione che ha ispirato Karl Marx per sviluppare la sua teoria della lotta di classe, e Adolf Hitler per il suo culto del superuomo ariano. Molti furono sacrificati alla loro spietata utopia e visione amorale. L'evoluzione è un sistema di credenza che considera un feto alla stregua di un embrione animale che non ha diritto alla vita, invece che una creatura di Dio, come Davide scrive in Salmi 139:13, 15:

    Tu mi hai plasmato il cuore,
    mi hai tessuto nel seno di mia madre.
    Ti lodo, Signore: mi hai fatto
    come un prodigio.
    Lo riconosco: prodigiose sono le tue opere.
    Il mio corpo per te non aveva segreti
    quando tu mi formavi di nascosto
    e mi ricamavi nel seno della terra.

  1.  permalink

    Per chi non avesse a disposizione la necessaria cultura scientifica di base per confutare gli argomenti del Creazionismo, è sufficiente notare il modo in cui i Teorici del Creazionismo presentano le proprie argomentazioni.
    Infatti, quando si intraprende un dibattito scientifico, più che la Buona Fede è importante che le proprie tesi vengano portate avanti con una assoluta Onestà Intellettuale, che è il presupposto indispensabile per arrivare alla Verità, a meno che una delle due parti non pretenda di possederla già in partenza, questa Verità.

    Provo allora ad affrontare l'argomento solo sotto l'aspetto dell'imparzialità di chi espone la propria Tesi.
    Quindi vediamo alcuni esempi di Onestà Intellettuale Creazionista:

    Inviata da: jabez65La Bibbia c’insegna che Dio ha creato l'universo e tutto ciò che contiene.

    Qui l'autore presenta la propria interpretazione della Genesi come la sola ed unica interpretazione possibile. L'autore non solo non dice che esistono altre interpretazioni del racconto della Genesi, ma fornisce la propria interpretazione come opposta alla Teoria evoluzionista.
    Questo chiude ed impedisce ogni possibilità di confronto, non lascia spazio a dubbi od incertezze, e siamo solo all'inizio.

    Inviata da: jabez65La teoria dell'evoluzione si sbarazza della necessità di un Creatore intelligente.

    Già l'uso del verbo "sbarazzarsi" dovrebbe suggerire al lettore che non siamo di fronte ad una trattazione imparziale sulle Origini dell'Universo, ma andiamo avanti:

    Inviata da: jabez65un pesce che sviluppa gambe e che esce da una palude primordiale, contraddice le leggi inviolabili della fisica

    Certo che contraddice le leggi della fisica: infatti nessuno scienziato serio si sognerebbe mai di dire che "un pesce sviluppa gambe ed esce da una palude primordiale": questa è una distorsione usata per mettere in ridicolo la Teoria Evoluzionista. Semmai l'autore creazionista dovrebbe precisare che ignora l'esistenza degli organismi anfibi, ma siccome ne ignora l'esistenza, presenta questa divertente descrizione di organismi anfibi.

    Inviata da: jabez65La struttura attuale dell'universo è una struttura di conservazione.

    Quindi l'autore conosce "la struttura attuale dell'universo"??? E sa pure che "è una struttura di conservazione"??? Magnifico, ma come ha fatto a conoscere la struttura dell'Universo??? Gli scienziati ci lavorano da anni su scala mondiale con laboratori costosissimi e potentissimi, ed ammettono che è quasi impossibile capire o cercare di capire la struttura attuale dell'Universo!!!
    Quindi l'autore non può avere ricavato la sua conoscenza sulla struttura dell'Universo dagli Scienziati: da chi o come ha fatto per capire come è fatto l'Universo??? Misteri del Creazionismo...

    Inviata da: jabez65I sistemi strutturati progrediscono da uno stato ordinato e complesso verso uno stato meno ordinato, disorganizzato, ed aleatorio. È ciò che si definisce “entropia”. Teoricamente, in una situazione rara, limitata e temporanea, si dovrebbe avere uno stato più ordinato. Ma tutti i sistemi si deteriorano secondo questa legge.

    Piccola nota. La Tensione al Disordine è solo un aspetto dell'Entropia. L'altro aspetto è la Tensione all'Ordine, che l'autore presenta come "situazione rara, limitata e temporanea". Per rendersi conto di quanto falsa e tendenziosa sia questa argomentazione, pensiamo alla Sabbia in assenza di Vento: è un banale esempio di situazione ordinata, organizzata e non aleatoria. Non solo: è anche una situazione non rara, non limitata e non temporanea. Ed è ovvio che il Sistema Spiaggia non "si deteriora secondo questa Legge".
    Esistono molti altri esempi molto più adatti: ho portato il primo che mi è venuto in mente, tanto per rendere evidente che lo Stato finale di un sistema fisico non è determinato dalla Tensione al Disordine, ma dall'equlibrio tra le due Tensioni. Invece secondo l'autore questo equilibrio non esiste.

    Inviata da: jabez65La credenza nell'evoluzione è principalmente una credenza in una “generazione spontanea”: la vita è apparsa quando un lampo ha fulminato un brodo primitivo e come per magia, una cellula viva si è formata

    Qui l'autore si può sbilanciare a ridurre la Teoria dell'evoluzione ad una "credenza nell'evoluzione", presentandola come "credenza in una generazione spontanea". L'immagine del lampo che fulmina il brodo primordiale da cui compare la cellula "per magia", è sicuramente d'effetto, ma non rispecchia la Teoria dell'Evoluzione. L'autore ha bisogno di ridicolizzare la Teoria dell'Evoluzione perché altrimenti le sue argomentazioni sarebbero troppo ridicole.

    Infatti solo così l'autore può arrivare a sostenere che:

    Inviata da: jabez65Non c'è nessuna prova nella registrazione fossile per sostenere l'evoluzione.

    Inviata da: jabez65Gli evoluzionisti, [...] sostengono ora che i fossili non sono presenti perché ci sono stati “scoppi evoluzionisti” in un periodo di miliardi di anni, che, a causa della loro rapidità e brevità, non hanno lasciato impronte nel tempo.

    Veramente gli evoluzionisti sostengono proprio il contrario: "rapidità e brevità" non hanno mai fatto parte della Teoria Evoluzionista. L'evoluzione è per definizione un processo biologico che richiede tempi lunghissimi.

    Tutto il resto è una accozzaglia incredibile di paragoni assurdi tra ossicini raccolti a caso, calcolo delle probabilità, cellule che si formano per magia, scimmie che scrivono su macchine da scivere...

    Tutto ciò semplicemente per affermare che:

    Inviata da: jabez65Gli uomini faranno di tutto per razionalizzare il fatto che non esiste un Architetto personale dell'Universo che abbia creato ogni vita con intelligenza. [...] credere nell'evoluzione richiede più fede che credere in un Creatore intelligente.

    Questo lo dice l'autore: è lui che crede che "gli uomini" vogliono a tutti i costi negare l'esistenza di Dio, ed infatti l'autore presenta l'evoluzione come materia di Fede e non di Studio, negandole pure qualsiasi "prova scientifica a suo sostegno":

    Inviata da: jabez65È una fede vuota per quelli che non vogliono credere in Dio e che dovrebbero essere insegnata come una religione, una religione che ha ispirato Karl Marx per sviluppare la sua teoria della lotta di classe, e Adolf Hitler per il suo culto del superuomo ariano. Molti furono sacrificati alla loro spietata utopia e visione amorale. L'evoluzione è un sistema di credenza che considera un feto alla stregua di un embrione animale che non ha diritto alla vita, invece che una creatura di Dio, come Davide scrive in Salmi 139:13

    Come degna conclusione in linea con l'Onestà Intellettuale dell'autore, in una trattazione sull'evoluzione l'autore tira in ballo la Fede, la Religione, Marx, Hitler, il feto umano, l'embrione animale, il diritto alla vita, ed infine un Salmo di Davide, che calza proprio a pennello: Davide ha scritto il Salmo 139 proprio per confutare la Teoria dell'Evoluzione.

    Che vergogna.

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      CommentAuthorjabez65
    • CommentTime14 Feb 2008 modificato
     permalink

    Inviata da: JohnGabrielPer chi non avesse a disposizione la necessaria cultura scientifica di base per confutare gli argomenti del Creazionismo, è sufficiente notare il modo in cui i Teorici del Creazionismo presentano le proprie argomentazioni.
    Infatti, quando si intraprende un dibattito scientifico, più che la Buona Fede è importante che le proprie tesi vengano portate avanti con una assoluta Onestà Intellettuale, che è il presupposto indispensabile per arrivare alla Verità, a meno che una delle due parti non pretenda di possederla già in partenza, questa Verità.

    Attualmente io mi limito ad ascoltare e a immagazzinare nozioni che mi sono sconosciute. Per questo "sfrutto" questo spazio e "sfrutto" voi per capire delle cose abbastanza complicate per me e che vedo di vostro interesse. Logicamente non mi fermo qui, ma per me è importante leggervi poichè le vostre osservazioni sono oneste e intelligenti e mi fanno pensare in modo costruttivo. Di questo vi ringrazio.
    Ho una domanda per te, John e non è tendenziosa : pensi che noi siamo frutto del caso? Leggo da wilkipedia:
    Rapporti filogenetici

    La maggior parte dei biologi sostiene la tesi della discendenza comune: cioè che tutta la vita presente sulla Terra discenda da un comune antenato. Questa conclusione si basa sul fatto che molte caratteristiche degli organismi viventi, come il codice genetico, in apparenza arbitrari, sono invece condivisi da tutti gli organismi anche se qualcuno ha ipotizzato origini multiple della vita.

    I rapporti di discendenza comune tra specie o gruppi di ordine superiore si dicono rapporti filogenetici, e il processo di differenziazione della vita si chiama filogenesi. La paleontologia dà prove consistenti di tali processi.

    Organi con strutture interne radicalmente diverse possono avere una somiglianza superficiale e servire a funzioni simili: si dicono allora analoghi. Esempi di organi analoghi sono le ali degli insetti e degli uccelli. Gli organi analoghi dimostrano che esistono molteplici modi per risolvere problemi di funzionalità. Nello stesso tempo esistono organi con struttura interna simile ma che servono a funzioni radicalmente diverse (organi omologhi).

    Confrontando organi omologhi di organismi dello stesso phylum, ad esempio gli arti di diversi Tetrapodi, si nota che presentano una struttura di base comune anche quando svolgono funzioni diverse, come la mano umana, l'ala di un uccello e la zampa anteriore di una lucertola. Poiché la somiglianza strutturale non risponde a necessità funzionali, la spiegazione più ragionevole è che tali strutture derivino da quella del comune progenitore. Inoltre, considerando gli organi vestigiali, risulta difficile ammettere che siano comparsi fin dall'inizio come organi inutili, mentre se si ammette che avessero una funzione in una specie progenitrice la loro esistenza risulta comprensibile.

    La mutazione (termine introdotto all'inizio del Novecento) consiste nella comparsa improvvisa, casuale ed ereditabile nelle future generazioni, di caratteristiche non possedute da antenati degli individui che le presentano. La ricombinazione genetica, causa della mutazione, può aver luogo sia durante la meiosi (riproduzione sessuata) sia per trasferimento di materiale genetico da una cellula all'altra (coniugazione o trasformazione batterica).

    Con cladismo si intende la ramificazione evolutiva già figurata da Darwin nell'Origine della specie del 1859. Attualmente fonda la classificazione sulla prospettiva filogenetica. La paleontologia aiuta a comprendere con numerosi esempi come una specie madre possa dare origine a due o più specie figlie, per ramificazione dicotomica, utilizzando la distinzione fra caratteri primitivi e innovativi.

    Sopravvivenza differenziata delle caratteristiche

    Con questo termine si intende quali caratteristiche sono presenti in una popolazione e se la frequenza di presenza aumenta o diminuisce (anche fino alla totale scomparsa). Due processi fondamentali determinano la sopravvivenza di caratteristiche: la selezione naturale e la deriva genetica.

    Selezione naturale

    La selezione naturale è il fenomeno per cui organismi della stessa specie con caratteristiche differenti ottengono, in un dato ambiente, un diverso successo riproduttivo; la consqguenza di ciò è che le caratteristiche che tendono ad avvantaggiare la riproduzione diventano più frequenti di generazione in generazione. Si ha selezione perché gli individui hanno diversa capacità di utilizzare le risorse dell'ambiente e di sfuggire a pericoli presenti (come predatori e avversità climatiche); infatti le risorse a disposizione sono limitate, e ogni popolazione tende ad incrementare la sua consistenza in progressione geometrica, per cui i cospecifici competono per le risorse (non solo alimentari).

    È importante notare che mutazione e selezione, prese singolarmente, non possono produrre un'evoluzione significativa.

    La prima, infatti, non farebbe che rendere le popolazioni sempre più eterogenee. Inoltre, per il suo carattere casuale, nella maggior parte dei casi essa è neutrale, oppure nociva, per la capacità dell'individuo che la esibisce di sopravvivere e/o riprodursi.

    La selezione, dal canto suo, non può introdurre nella popolazione nessuna nuova caratteristica: tende anzi ad uniformare le proprietà della specie.

    Solo grazie a sempre nuove mutazioni la selezione ha la possibilità di eliminare quelle dannose e propagare quelle (poche) vantaggiose. L'evoluzione è quindi il risultato dell'azione della selezione naturale sulla variabilità genetica creata dalle mutazioni (casuali, ovvero indipendenti dalle caratteristiche ambientali). L'azione della selezione naturale e delle mutazioni viene analizzata quantitativamente dalla genetica delle popolazioni.

    È anche importante sottolineare che la selezione è controllata dall'ambiente, che varia nello spazio e nel tempo e comprende anche gli altri organismi.

    Le mutazioni forniscono perciò il meccanismo che permette alla vita di perpetuarsi. Infatti gli ambienti sono in continuo cambiamento e le specie scomparirebbero se non fossero in grado di sviluppare adattamenti che permettono di sopravvivere e riprodursi nell'ambiente mutato.

    Deriva genetica

    La deriva genetica è la variazione, dovuta al caso, delle frequenze geniche in una piccola popolazione. Nelle piccole popolazioni derivanti da una più vasta è anche importante l'"effetto del fondatore", per cui esse possono avere casualmente frequenze geniche significativamente diverse da quelle della popolazione originaria.

    Grazie a questi due fenomeni piccole popolazioni possono "sperimentare" combinazioni genetiche improbabili in quelle grandi.

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      CommentAuthorjabez65
    • CommentTime14 Feb 2008 modificato
     permalink

    ... e mi fermo qui perchè ho visto che le teorie hanno innumerevoli sfaccettature che ci si può andare a leggere. La cosa in comune che hanno i sostenitori dell'evoluzionismo è la casualità. Anche le modificazioni che si hanno in conseguenza al vivere in un determinato sistema è frutto della casualità, e lo stesso sistema è frutto della casualità. Correggimi se dico panzanate, eh?

    Inviata da: jabez65La maggior parte dei biologi sostiene la tesi della discendenza comune: cioè che tutta la vita presente sulla Terra discenda da un comune antenato. Questa conclusione si basa sul fatto che molte caratteristiche degli organismi viventi, come il codice genetico, in apparenza arbitrari, sono invece condivisi da tutti gli organismi anche se qualcuno ha ipotizzato origini multiple della vita.

    Quindi quello che noi siamo è frutto della casualità, giusto?
    E anche quello che saremo sarà frutto della casualità. Tutto dipende da dove nasco e vivo. E non oso pensare ad Adamo e Eva, che mi stanno apparendo davvero come figure sempre più mitologiche.
    Non sto facendo facile ironia, spero che tu creda alla mia voglia di comprendere, di capire il ruolo di Dio nella nostra evoluzione da insetti a Homo sapiens:

    Molto prima dell'uomo

    L'evoluzione della vita sulla Terra, a quanto attualmente noto, parte circa 4 miliardi di anni fa.

    Prima dell'uomo

    Circa 70 milioni di anni fa(mya), proseguendo per un albero filogenetico che affonda le radici alle origini della vita sulla terra, da esponenti insettivori appartenenti alla classe dei mammiferi ebbe origine il ramo dei primati, ordine di cui fanno parte con l'uomo tutte le scimmie. Nel Miocene, da appartenenti a questa classe, 18 mya, (con Proconsul, un arboricolo e frugivoro candidato ad entrare nella biforcazione evolutiva) si diramarono le attuali scimmie antropomorfe, (gibbone 18 mya, orango 14 mya, gorilla 7 mya, scimpanzé e bonobo 3-5 mya), attualmente riuniti con l'uomo in un'unica famiglia. Ardipithecus ramidus e Ardipithecus kadabba paiono essere anelli importanti nella transizione ad austrolapiteco, mentre Kenyanthropus platyops sembra fondamentale per spiegare la successiva transizione ad Homo.

    Secondo un recente studio [1] l’andatura bipede è molto più antica di quanto si pensasse. Alcuni fossili di Morotopithecus bishopi, un primate arboricolo vissuto circa 21 milioni di anni fa nell’attuale Uganda, presentano nella struttura dello scheletro e delle vertebre forti analogie con le caratteristiche che nell’essere umano consentono di assumere la posizione eretta.

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      CommentAuthorEvy
    • CommentTime14 Feb 2008 modificato
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    "Creazione o evoluzione" come sempre a confronto, anzi a scontro, ma perchè no tutte e due?
    Come ho detto già in altre sedi: " Credo che Dio ci ha creati, ma poi ha lasciato che le cose avessero il loro corso!!!"

    Io non ho una cultura che mi permetta di confutare con competenza l'argomento, però per fortuna o purtroppo, non saprei, pare che da sempre il mio cervello non riesca a fare a meno di porsi delle domande anche su questioni complesse.
    Ho postato l'articolo di Ravasi perchè finora si tratta dell 'argomentazione più equilibrata, intelligente e nello stesso tempo umana e spirituale, che ho letto sulla Genesi e che mi ha soddisfatta più di tante altre interpretazioni che ho sentito nel corso della mia vita di fede.
    Forse proprio perchè non pretende di avere risposte certe e contemporaneamente non lascia brancolare nel buio totale.

    Vorrei apporre alcune delle mie personali perplessità sul fatto che tutta l'umanità discenda dai due soli esseri umani creati, partendo anche da alcune pecche nei racconti della Genesi. E alcune possibili spiegazioni che mi sono data. Giuste o sbagliate, chi lo sa?

    Da Genesi 4:

    13 Caino disse al SIGNORE: «Il mio castigo è troppo grande perché io possa sopportarlo. 14 Tu oggi mi scacci da questo suolo e io sarò nascosto lontano dalla tua presenza, sarò vagabondo e fuggiasco per la terra, così chiunque mi troverà, mi ucciderà». 15 Ma il SIGNORE gli disse: «Ebbene, chiunque ucciderà Caino, sarà punito sette volte più di lui». Il SIGNORE mise un segno su Caino, perché nessuno, trovandolo, lo uccidesse.

    E questa è una. Se fino ad allora sulla faccia della Terra c'erano solo papà Adamo e mamma Eva, e i fratelli Caino e Abele, come mai Caino temeva che chiunque lo trovasse lo avrebbe ucciso?

    Genesi 4:16
    Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden.

    Il fatto che ci fosse un paese in un posto diverso da dove Caino era vissuto fino a quel momento, presuppone che il paese fosse abitato...

    17 Poi Caino conobbe sua moglie, che concepì e partorì Enoc. Quindi si mise a costruire una città, a cui diede il nome di Enoc, dal nome di suo figlio.

    Sta moglie di Caino da dove salta fuori? Che Adamo ed Eva divennero anche suoceri di Caino? ( Bedda matri!)
    E come mai Caino si mise a costruire addirittura una città se ancora erano così pochi gli abitanti della Terra? Che Eva, figlie e nuore avessero dei parti plurigemellari ogni nove mesi? (Matruzza!)

    Poi: Genesi 1:27

    Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina.

    Genesi 5:1,2

    Nel giorno che Dio creò l'uomo, lo fece a somiglianza di Dio; 2 li creò maschio e femmina, li benedisse e diede loro il nome di «uomo», nel giorno che furono creati.

    Forse questi versi farebbero già capire che Dio creò "l' Uomo" cioè la "razza umana"...e quindi non solo Adamo ed Eva, cioè un primo uomo e una prima donna. (Mi sorge il dubbio che la Genesi non sia stata scritta da un solo autore!)
    Senza considerare che la razza umana è suddivisa in tante razze. La divisione in razza nera, bianca, gialla, rossa, cominciò alla torre di Babele come spiegano i nostri teologi? Se la torre di Babele non è un simbolo, vuol dire che c'erano davvero persone tanto scimunite da credere davvero di potere costruire una torre tanto alta da arrivare fino al cielo? E in questo caso, bastava che Dio aspettasse per vederla precipitare giù tanto impossibile era l'impresa...
    E prima di allora, se c'era una sola razza, di quale si trattava?

    Avrei qualcosa da dire anche a proposito di come siamo stati "meravigliosamente intessuti da Dio nel seno di nostra madre", ma per il momento mi fermo anche io.

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      CommentAuthorfinferflu
    • CommentTime15 Feb 2008 modificato
     permalink

    Inviata da: jabez65
    non oso pensare ad Adamo e Eva, che mi stanno apparendo davvero come figure sempre più mitologiche.
    Non sto facendo facile ironia, spero che tu creda alla mia voglia di comprendere, di capire il ruolo di Dio nella nostra evoluzione da insetti a Homo sapiens

    L'hai letto il mio articolo sulla Genesi che ho linkato prima? E' abbastanza ovvio che lo stesso compositore delle storie della creazione fosse consapevole che non si trattasse di verità scientifiche. Infatti gli stessi commentatori antichi già se ne rendevano conto. Prendere la Bibbia alla lettera è un fenomeno moderno, in passato pare che le persone si rendessero più conto di aver a che fare con qualcosa di diverso da un libro di verità storico-scientifiche. Ovviamente credo che questo impulso per la letteralità sia un derivato dell'Illuminismo, quando pian piano Scienza e Religione diventavano entità sempre più separate, e dove il termine Religione è stato accantonato assieme alla superstizione. Prima non c'erano questo tipo di distinzioni, quindi non c'era questa urgenza di difendere la Bibbia su termini "scientifici".

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      CommentAuthorJohnGabriel
    • CommentTime15 Feb 2008 modificato
     permalink

    Infatti la pretesa di difendere la Bibbia come Libro di Scienza porta ai ragionamenti intellettualmente disonesti e vergognosamente contorti che abbiamo visto nell'articolo riportato da jabez e nei testi di Ken Ham (il padre del Creazionismo) già analizzati da finferflu.
    Per capire meglio la differenza tra Evoluzionismo e Creazionismo anche in assenza di nozioni scientifiche di base, è sufficiente considerare la differenza di linguaggio tra le argomentazioni creazioniste già viste ed il testo rigorosamente scientifico sui Rapporti filogenetici riportato da jabez.
    Proseguendo sulla scia proposta da Evy:

    Inviata da: EvyDio creò "l' Uomo" cioè la "razza umana"...e quindi non solo Adamo ed Eva, cioè un primo uomo e una prima donna.

    qui allora bisogna precisare che il termine Adamo (in ebraico "adamah") oltre ad indicare la "terra" con cui è stato formato, è usato anche grammaticalmente nel senso generico di "umanità": in tutti i versetti in cui "adamah" compare come soggetto passivo dell'azione creatrice di Dio, il riferimento è esclusivamente generico.

    L'analisi del termine "adamah" permette di ricollegarci all'intervento di jabez sui Rapporti filogenetici: l'associazione di idee tra "terra" e "umanità" contenuta nel termine "adamah" è la stessa associazione di idee presente nel latino tra "homo" (uomo) e "humus" (terra).

    Questa associazione di idee riflette la concezione primitiva della Vita umana, secondo la quale l'umanità non solo viene dalla terra ("polvere sei") e ritorna ad essa ("polvere tornerai"), ma anche prende parte, partecipa alla stessa sostanza della Terra.

    E qui entrano in gioco i rapporti filogenetici citati da jabez: molte caratteristiche degli organismi viventi, come il codice genetico, in apparenza arbitrari, sono invece condivisi da tutti gli organismi.

    Senza entrare nei dettagli, basti pensare che il Codice Genetico dell'uomo e delle piante si somigliano al 50%: questo significa gli uomini sono fiori al 50%? E se Dio avesse creato gli esseri viventi "fin da principio... ognuno secondo la propria specie..." perché allora tanta somiglianza di Codice Genetico tra un uomo ed una pianta?
    E meno male che i Creazionisti per sostenere la loro tesi fanno appello al Dio Artista, Estroso, Fantasioso, Creativo, che ha creato l'uomo "diverso e superiore" agli altri animali: perché allora l'uomo e la scimmia hanno praticamente lo stesso Codice Genetico? (mi pare di ricordare una somiglianza del 99.99%)

    E qui veniamo al piatto forte del Creazionismo: il Caso, la Casualità, la Probabilità, la Statistica... tutto messo nello stesso calderone e mischiato, rigirato e condito a proprio uso e consumo facendosi forti dell'assenza di una solida cultura scientifica di base di cui l'Italia dovrebbe vergognarsi.

    Per mettere ordine in questi concetti partiamo dalla domanda-chaive di jabez:

    Inviata da: jabez65Ho una domanda per te, John e non è tendenziosa: pensi che noi siamo frutto del caso?
    [...]
    La cosa in comune che hanno i sostenitori dell'evoluzionismo è la casualità. Anche le modificazioni che si hanno in conseguenza al vivere in un determinato sistema è frutto della casualità, e lo stesso sistema è frutto della casualità.
    [...]
    Quindi quello che noi siamo è frutto della casualità, giusto?

    Preciso subito che io non so se siamo frutto del caso, non sono in grado di stabilire quanto sia determinante il caso nella vita, non ho i mezzi per capire come entra in gioco il caso nella vita, ed infine non riesco a spiegarmi nemmeno l'esistenza del caso e dei fenomeni casuali.

    Ed eccoci al punto cruciale: il caso esiste o no? E se esiste, cos'é il caso?
    Per i Creazionisti non esistono mezzi termini: se siamo frutto del Caso, allora non siamo frutto dell'Opera Creatrice di Dio, quindi non possiamo essere frutto del Caso, altrimenti Dio non avrebbe nemmeno motivo di esistere, dato che la Bibbia comincia proprio con la Genesi dell'uomo ed è proprio l'uomo ad essere al centro ed al culmine dell'Opera di Dio, il fine ultimo della Creazione.

    Questo è in sintesi il succo di tutte le contorte Teorie Creazioniste, che anziché dirlo esplicitamente si lanciano in acrobazie intellettuali allucinanti per fare spuntare fuori che siamo per forza frutto di un Disegno Intelligente, e non del Caso.

    Ma queste acrobazie intellettuali dei Creazionisti sono rese possibili dalla nostra ignoranza scientifica dei Fenomeni Casuali, ed i Creazionisti sfruttano il fatto che "il Caso" viene naturalmente percepito anche a livello inconscio come "assenza di Dio", strumentalizzando (e rafforzando) l'idea "naturale" di Dio percepito come Ordine nella Creazione.

    Ma nessuno può dire a Dio di agire in maniera Deterministica o Casuale. Nessuno può avere l'arroganza di sapere se Dio agisce deterministicamente o casualmente.
    Chiunque però è libero di creare un Dio a propria immagine e somiglianza che agisca deterministicamente ed escluda l'esistenza del Caso.

    Bisogna però essere coscienti del fatto che il Dio deterministico è solo un'immagine che ci siamo creati noi, perché ci fa comodo, perché così "mi guarisce se glielo chiedo", perché mi fa sentire in un "rifugio sicuro", perché non concepisco un Dio che possa agire diversamente da come ho stabilito io per il mio bene, perché non so cos'è il Caso, perché se Dio agisce "a caso", allora io che posto occupo nella Creazione? Non sono più al Centro, non sono più il Fine Ultimo dell'Opera Creatrice di Dio?

    Mi spiego meglio con un esempio, sperando che si possa andare più a fondo nel rapporto che noi abbiamo con l'immagine deterministica di Dio che ci è stata inculcata dall'esterno:

    Se lancio una moneta, allora può uscire solo testa oppure solo croce. Questo è un fenomeno casuale, il cui risultato è casuale, e su questo siamo tutti d'accordo.

    Ma chi è che decide se esce testa oppure se esce croce? Dio?
    Esistono dei casi in cui esce sempre testa e casi in cui esce sempre croce?
    E chi stabilisce in quali casi esce testa ed in quali casi esce croce? Dio?

    Adesso una domanda piccante rivolta a tutti ma in particolare a jabez:

    Quanto vale (numericamente) la Probabilità che esca testa e la probabilità che esca croce?
    E quanto vale la Probabilità che non esca niente?

    Presentatevi nell'apposita Discussione+Leggete le FAQ+Visitate l'Archivio
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      CommentAuthorfinferflu
    • CommentTime15 Feb 2008
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    John, voglio solo fare un piccolo contributo alla tua eccellente argomentazione.
    Da quanto mi pare di aver capito, tu "giustifichi" la presenza di Adamo alla luce del termine adamah, per dire che Adamo è un termine generico per indicare l'umanità. Credo che non sia necessario. La parola "adam" in ebraico ha le stesse connotazioni che ha in italiano, o che almeno aveva fino a quando non è arrivato il linguaggio inclusivo, cioè: uomo = umanità.
    Ma in Genesi 2 ci troviamo a che fare con la spiegazione del perchè l'uomo si chiama uomo, ovvero perchè adam si chiama adam. Genesi 2-3 è un racconto etiologico, ovvero spiega le origini di varie cose, tra le quali il perchè l'uomo si chiama uomo, perchè la donna è sottomessa all'uomo (non credo alle varie scuse e giustificazioni che difendono la Bibbia, in questo racconto è esplicito che la donna sia messa in una posizione svantaggiata, e la storia spiega appunto il perchè) perchè la donna partorisce con dolore, e così via.
    Non mi dilungo oltre, ma concludo dicendo che era necessario per la natura etiologica della storia che la donna non fosse presa dalla terra (adamah), altrimenti il gioco di parole non avrebbe funzionato, dato che non esiste, così come per l'italiano, la parola uoma, è quindi chiamata "lei" (isshah), perchè è presa dal "lui" (ish), quindi attraverso Adamo la donna è anche lei frutto della terra. E per chiudere il quadro, Eva (hawah) si chiama così perchè è la madre dei viventi (hayah), il gioco di parole si ripete.

    Domande o dubbi su questo sito? visita la sezione FAQ | Jamendo! | Il mio blog | ArchLinux
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      CommentAuthorjabez65
    • CommentTime15 Feb 2008
     permalink

    Inviata da: JohnGabriel[p]Adesso una domanda piccante rivolta a tutti ma in particolare a jabez:[/p][p]Quanto vale (numericamente) la Probabilità che esca testa e la probabilità che esca croce?
    E quanto vale la Probabilità che non esca niente?[/p]

    Guarda che hai a che fare con uno (io, me , mi, il sottoscritto) che ha una semplice licenza media presa nel 1978... mi vuoi far fare una figuraccia, ho capito!!!
    Comunque ti rispondo un po' per quel che ne so e un po' per quel che penso, per cui la sopracitata figuraccia è garantita:
    Qui siamo in presenza del concetto di "equiprobabilità" (50% e 50%) e questo concetto produce un circolo vizioso poiché essa fa uso dello stesso concetto (la probabilità) che intende definire ed è carente dal punto di vista logico. Correggimi se sbaglio. Quindi in linea teorica non è possibile stabilire le probabilità ma ci vorrebbe una serie di "lanci" materiali della monetina per stabilirla (è la legge dei grandi numeri, se non ricordo male). E il risultato sarebbe pressapoco lo stesso. I singoli lanci, che non hanno influenza l'uno sull'altro, dimostrano che l'universo è "disordinato"...se ci fosse ad esempio una predominanza dell'uscita della "croce" vorrebbe dire che il caso non esiste, ma che esiste un'ordine (l'uscita della croce). Siccome le probabilità sono esattamente equivalenti, vuol dire che l'universo è disordinato. Credo sia una cosa del genere. MAMMA MIA, spero di non aver fatto confusione.
    Ho letto che:
    "Gran parte delle teorie fisiche attuali, non ultime le ipotesi cosmologiche piu’ recenti, si basano sull’accettazione del criterio che molti fenomeni fisici, per esempio un rubinetto che gocciola, sono indeterministici e possono essere espressi solo in termini di probabilita’."
    ...la prossima volta, sii buono con me!

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      CommentAuthorEvy
    • CommentTime16 Feb 2008 modificato
     permalink

    Wow, che discorsi! Mi devo proprio "sfurniciari"? Ho finito proprio adesso di cercare i termini complicati nel mio dizionario (quello che pesa 3 kg!) Ammetto di essere molto impreparata, vado dietro la lavagna :(

    Tu, però, Jabez, te la sei cavata bene, a parere mio
    E io...speriamo che me la cavo :D

    Inviata da: JohnGabrielE chi stabilisce in quali casi esce testa ed in quali casi esce croce? Dio?

    Bè, in questo caso direi che il caso (la casualità) stabilisce in quali casi usciranno l'una o l'altra. :P
    Però...

    Inviata da: JohnGabriel Adesso una domanda piccante rivolta a tutti ma in particolare a jabez: Quanto vale (numericamente) la Probabilità che esca testa e la probabilità che esca croce?
    E quanto vale la Probabilità che non esca niente?

    Jabez ha risposto alla prima parte, io provo a ragionare sulla seconda.
    Restando entro l'esempio della monetina lanciata per aria, che non esca niente mi sembra alquanto improbabile. Probabilità zero. Qualcosa deve necessariamente uscire perchè la monetina ha solo due lati e quindi ci sono 2 opzioni, e non 3.
    Non è certo un caso che il giorno e la notte si susseguano, ad esempio. Quindi l'universo non è solo disordinato, e non è solo ordinato. Vabbè, esempi banali i miei, ma spero di rendere la mia idea.
    Una Mente Intelligente c'è dietro al progetto dell'Universo. Ma non sta sempre lì a giostrare i fili come un burattinaio...

    Inviata da: finferfluNon mi dilungo oltre, ma concludo dicendo che era necessario per la natura etiologica della storia che la donna non fosse presa dalla terra (adamah), altrimenti il gioco di parole non avrebbe funzionato, dato che non esiste, così come per l'italiano, la parolauoma, è quindi chiamata "lei" (isshah), perchè è presa dal "lui" (ish), quindi attraverso Adamo la donna è anche lei frutto della terra. E per chiudere il quadro, Eva (hawah) si chiama così perchè è la madre dei viventi (hayah), il gioco di parole si ripete.

    Allora la scelta dei nomi è stata fatta dall'autore della Genesi semplicemente per "imbastire" sapientemente (per i fini che si proponeva) o graziosamente (per abbellire con il gioco di parole) le sue pagine di letteratura?

    In ogni caso, il libro della Genesi offre molti spunti di meditazione, e io amo sempre leggerlo.
    E in nome della libertà di pensiero, a volte dico che ognuno può credere quello che vuole purché non imponga ad altri il suo tipo di "fede". Se uno crede che la storia della creazione di Adamo ed Eva con annessi e connessi, sia vera come un fatto di cronaca, una storia realmente accaduta, è libero di farlo. Ma perchè impedire agli altri di pensare diversamente?
    Discutendo con un'amica, un po' di tempo fa (se mi legge la saluto!) le stavo dicendo che ero lieta di notare che lei continui ad avere quella fede che crede che Dio vuole solo il meglio per i Suoi figli e perciò vuole guidarli passo passo e manifestare la Sua Provvidenza. Mentre ora come ora io non riesco più ad avere questo tipo di fede che crede che Dio abbia "un disegno particolareggiato per ogni fase della nostra esistenza", ma che spesso ci lascia a scegliere da soli, ad arrangiarci da soli... Chissà chi delle due avrà ragione? Forse un po' tutte e due.

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      CommentAuthorjabez65
    • CommentTime16 Feb 2008
     permalink

    Inviata da: EvyJabez, simpatico lo scimmione del poster! La signora non c'è?

    Penso fosse a farsi la ceretta... e, come puoi immaginare, ce ne voleva del tempo, data l'abbondanza del materiale da estirpare! CIVETTERIE femminine... :-)

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      CommentAuthorJohnGabriel
    • CommentTime16 Feb 2008 modificato
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    Inviata da: jabez65...la prossima volta, sii buono con me!

    Purtroppo quando si vuole affrontare un argomento quantitativo e non qualitativo bisogna mettere da parte l'essere buoni o cattivi e cercare di tirare fuori tutta l'obiettività e l'imparzialità di cui si dispone, altrimenti si rischia di parlare di scimmie che scrivono Shakespeare, tornado che creano Boeing 747, pesci che sviluppano gambe, lampi che fulminano brodi primordiali, ed altre amenità del genere...

    Inviata da: jabez65Qui siamo in presenza del concetto di "equiprobabilità" (50% e 50%) e questo concetto produce un circolo vizioso poiché essa fa uso dello stesso concetto (la probabilità) che intende definire ed è carente dal punto di vista logico. Correggimi se sbaglio.

    Ti correggo volentieri: non è il concetto di equiprobabilità che definisce la probabilità, perché l'equiprobabilità è solo un caso particolare, in cui i numeri, cioè le quantità che esprimono la probabilità fanno esattamente 1/2 cioè 0.5 cioè 50% per entrambi gli "eventi probabili".

    La definizione di probabilità invece parte proprio dal concetto che:

    Inviata da: jabez65in linea teorica non è possibile stabilire le probabilità ma ci vorrebbe una serie di "lanci" materiali della monetina per stabilirla

    Con la precisazione però che la probabilità è un concetto intuitivo, quindi non sarebbero necessari i lanci materiali della monetina per ricavare il valore numerico, anche perché per ricavare il valore numerico della probabilità dall'esperimento materiale occorrono infinite prove, cioè un numero infinito di lanci della moneta, altrimenti con un numero finito di lanci si otterrebbe solo un'approssimazione del valore numerico.

    Invece la probabilità numerica è possibile stabilirla a priori ed in maniera più semplice, nel seguente modo:

    • All'evento certo si attribuisce probabilità 1 (ovvero ha il 100% di probabilità di verificarsi)
    • All'evento impossibile si attribuisce probabilità 0 (ovvero ha probabilità nulla di verificarsi)
    • Qualsiasi altro evento probabile avrà probabilità compresa tra 0 ed 1 (estermi esclusi)
    • La somma delle probabilità dei singoli eventi (indipendenti) deve essere pari ad 1 (cioè all'evento certo) perché deve essere certo che almeno un evento si verifica

    Nel caso del lancio della moneta, il calcolo è semplicissimo:

    Inviata da: EvyRestando entro l'esempio della monetina lanciata per aria, che non esca niente (non: "mi sembra alquanto") è improbabile. Probabilità zero. Qualcosa deve necessariamente uscire perchè la monetina ha solo due lati

    Quindi, numericamente, la probabilità che esca testa è una (un evento probabile indipendente) su due (totalità degli eventi probabili) cioè 1/2 cioè 0.5 cioè 50% (analogamente si procede con la croce).

    Con il lancio di un dado (6 lati) si procede allo stesso modo: la probabilità che esca la faccia X è esattamente pari ad 1/6 ed è la stessa per ciascuna faccia, cioè ciascuna faccia ha la stessa probabilità di uscire rispetto alle altre.

    In questo modo non solo il calcolo del valore numerico risulta semplice, immediato e preciso, ma si raggiunge lo stesso valore numerico di un numero infinito di lanci (Legge dei Grandi Numeri).
    Infatti effettuando materialmente un Grande Numero (finito: 10, 20,30) di lanci, non si raggiungerà mai un risultato esatto, ma si avrà prevalenza di una faccia sull'altra (al crescere del numero di lanci si otterrà un risultato sempre più preciso ma sempre approssimato, cioè una faccia prevarrà sempre sull'altra).

    Ecco perché non è possibile generalizzare la Teoria della Probabilità deducendone che:

    Inviata da: jabez65I singoli lanci, che non hanno influenza l'uno sull'altro, dimostrano che l'universo è "disordinato" [...] Siccome le probabilità sono esattamente equivalenti, vuol dire che l'universo è disordinato.

    In due parole: le probabilità sono esattamente equivalenti solo per un numero infinito di lanci, che non è fisicamente realizzabile e siccome l'universo è fisicamente esistente, allora non è corretto dedurne che è ordinato o disordinato.
    Questo è uno dei tanti motivi per cui gli scienziati (quelli seri, che lavorano nei laboratori, con i numeri, con le quantità e non con scimmie che ballano su macchine da scrivere) sono concordi nell'affermare che non sappiamo:

    1. nulla sulla estensione dell'universo: non sappiamo quanto è grande perché non abbiamo gli strumenti fisici, matematici o sperimentali per poterlo stabilire
    2. nulla sulla energia dell'universo (non l'energia di Dio, ma l'energia dovuta alla massa "m" dei corpi fisici secondo la legge E=mc^2) perché non sappiamo quanta materia ("m") è contenuta in esso (vedi la cossiddetta "materia oscura")
    3. nulla sull'ordine o sul disordine dell'universo: l'universo si espande o si contrae? boh? come si a stabilirlo se in ogni Pianeta ci sono scimmie che fanno baldoria perché non riescono a scrivere Shakespeare e si sentono pure disturbate dai fulmini che fanno spuntare pesci dal brodo primordiale che per noia si fanno crescere braccia e gambe per costruire Boeing 747?

    A parte l'ironia, spero di aver reso una pallida idea della differenza di impostazione tra i concetti rigorosamente scientifici e le colorite argomentazioni creazioniste.
    In particolare vorrei che fosse evidente che tutta questa certezza sulla struttura dell'universo che solo i creazionisti possiedono, non ha nulla di Scienza:

    • ma allora da chi o da cosa ricavano tutte le loro certezze e conoscenze sulla struttura intima dell'universo?
    • e come fanno loro (e solo loro) a conoscere così bene l'universo da affermare che è ordinato o disordinato?

    Ma la cosa più allucinogena delle certezze creazioniste è il fatto di presentare l'evoluzionismo come Atto di Fede:

    Inviata da: jabez65credere nell'evoluzione richiede più fede che credere in un Creatore intelligente. L'evoluzione [...] è una fede vuota per quelli che non vogliono credere in Dio

    E' allucinante il fatto che il Creazionismo (che come abbiamo visto non ha nulla di Scienza e non ha nulla di Fede) si presenta invece come:

    • fondato su "solide basi" scientifiche (scimmie che scrivono a macchina, pesci che si fanno crescere gli arti, tornado che creano Boeing 747, brodi primordiali fulminati dai lampi, Teoria della Probabilità usata in maniera vergognosa)
    • fondato su "inconfutabili" Salmi ed altri versetti presi dalla Bibbia (usato quindi come Libro di Scienza)

    Inviata da: jabez65Ho letto che:
    "Gran parte delle teorie fisiche attuali, non ultime le ipotesi cosmologiche piu’ recenti, si basano sull’accettazione del criterio che molti fenomeni fisici, [...] sono indeterministici e possono essere espressi solo in termini di probabilita’."

    Confermo quello che hai letto, jabez: in particolare, il salto di qualità si ebbe agli inizi del Novecento quando vennero distrutte tutte le certezze sulla natura corpuscolare (deterministica) dell'elettrone e sulla natura ondulatoria (probabilistica) della luce.
    Si dimostrò infatti che l'elettrone si comporta come particella oppure come onda a seconda di quanta precisione viene richiesta nella determinazione di velocità e posizione: nota la posizione, la velocità diventa una probabilità, e nota la velocità, la posizione diventa una probabilità.
    Cioè non è possibile conoscere simultaneamente posizione e quantità di moto di un dato oggetto con precisione arbitraria .
    Questo è in sintesi il Principio di Indeterminazione di Heisenberg.

    Presentatevi nell'apposita Discussione+Leggete le FAQ+Visitate l'Archivio
    •  
      CommentAuthorjabez65
    • CommentTime16 Feb 2008
     permalink

    ...ehm... vado a prendermi una pasticca per il mal di testa. Grazie John, mi sto divertendo molto.

    •  
      CommentAuthorJohnGabriel
    • CommentTime26 Feb 2008 modificato
     permalink

    Spero almeno che sia chiaro il fatto che il concetto di "casualità" è assolutamente intutivo e "naturale", nel senso che appartiene alla natura.
    Esso è solo formalizzato dal linguaggio matematico della "probabilità".
    La "naturalezza" del concetto di "casualità" è dimostrata dal fatto che (anche senza sapere nulla di Matematica), ci viene "spontaneo" affermare che la probabilità di uscita di testa o croce sia del 50%, anche senza tutti i calcoli rigorosi appena dimostrati e formalizzati.

    Adesso vorrei presentare alcune riflessioni che mi sono state ispirate dalla domanda di jabez:

    Inviata da: jabez65pensi che noi siamo frutto del caso?

    Per argomentare meglio, prendo spunto da un'affermazione di Evy:

    Inviata da: JohnGabrielE chi stabilisce in quali casi esce testa ed in quali casi esce croce? Dio?Inviata da: EvyBè, in questo caso direi che il caso (la casualità) stabilisce in quali casi usciranno l'una o l'altra. :P

    Supponiamo adesso che l'essere umano possa nascere solo in una delle due combinazioni (ovviamente non è così nella realtà):

    XX (mascolàzzo) oppure XY (fimminòtta)

    Dato che abbiamo abbondantemente discusso il fatto che viene naturale pensare ed affermare che in casi simili (testa o croce) la probabilità è la stessa per entrambi, allora la mia domanda è:

    - Chi ha stabilito che io dovevo nascere XX oppure XY? Dio?

    Presentatevi nell'apposita Discussione+Leggete le FAQ+Visitate l'Archivio
    •  
      CommentAuthorfinferflu
    • CommentTime26 Feb 2008 modificato
     permalink

    Dio, o forse anche gli alieni :P

    Quello che penso io è che non bisogna cristallizzarsi su una propria ideologia e forzare i significati delle cose attorno a quella. Posso capire che alle volte la fede impone certi punti di vista, ma non credo che questo debba avvenire. E il punto è che o la fede è una cosa sbagliata in sè (come più o meno dice Dawkins), o viene vissuta in modo svantaggioso.

    A mio parere credere in Dio non esclude il fatto che lui abbia deciso di lasciare il controllo delle cose alle leggi naturali (che lui stesso avrebbe creato magari). A quel punto anche il "caso" è parte del creato. O no?

    Quello che credo in fin dei conti è che in effetti è alquanto impossibile poter capire come funziona Dio. Ognuno ci prova a modo suo e viene fuori col suo kit di dottrine. Per quanto riguarda l'osservazione del mondo che ci circonda, credo la cosa più intelligente da fare sia quella di studiare il fenomeno del creato, chiamiamola la fenomenologia di Dio. Ovvero studiare come questo Dio si manifesta nel creato, senza imporre preconcezioni basate su presupposti prefissati. Quello che voglio dire è che la Scienza non dovrebbe aver nulla a che vedere con la Fede. Credere in Dio non significa rifiutare di osservare come funziona il suo creato, e credere nella Scienza non significa escludere l'esistenza di Dio a priori.

    A mio parere il problema più grande di certi modi di vivere la fede è quello di credere di avere capito l'universo (manco tanto metaforicamente), come se conoscere Dio significhi automaticamente conoscere a menadito tutte le sue opere. Come se io conoscendo un architetto conoscessi automaticamente per filo e per segno la struttura di tutti gli edifici che ha progettato.

    Domande o dubbi su questo sito? visita la sezione FAQ | Jamendo! | Il mio blog | ArchLinux
    •  
      CommentAuthorEvy
    • CommentTime27 Feb 2008 modificato
     permalink

    Chi ha stabilito che 2 innocenti ragazzini morissero di freddo e di fame in una cisterna? Dio, il fato, il caso?

    Di sicuro non sono stati mandati angeli a salvarli, e quelli senza ali sono arrivati in ritardo.
    Ma già, sicuramente poi, dopo tanta atroce e solitaria agonia, sono arrivati gli angeli perchè i bambini facessero in tempo a "svegliarsi in Paradiso"...

    (Chissà perchè non riesco a cogliere solo la bellezza e la perfezione del Creato, che pur indubbiamente esiste...e chissà perchè non sempre riesco a "capire" Dio e "le sue vie misteriose"...)

    :'((

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      CommentAuthorEvy
    • CommentTime17 Sep 2008 modificato
     permalink

    Un articolo interessante da ICN-NEWS :

    RELIGIONE. Ravasi: "L'evoluzionismo non e' incompatibile con il messaggio della Bibbia"
    ITALIA, 06:24:00

    2008-09-17 CITTA' DEL VATICANO (STOQ - Science, Theology and the Ontological Quest )

    COMUNICATO STAMPA - Presentato il convegno internazionale "L'evoluzione biologica: fatti e teorie"
    "Non c'è incompatibilità a priori tra le teorie dell'evoluzionismo ed il messaggio della Bibbia e della teologia". A ribadirlo è stato oggi mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, presentando il convegno internazionale "L'evoluzione biologica: fatti e teorie - Una valutazione critica 150 anni dopo l'Origine delle specie", di Charles Darwin, che si svolgerà dal 3 al 7 marzo 2009 a Roma, organizzato dalla Pontificia Università Gregoriana e dalla Notre Dame University

    LEGGI TUTTO

    • CommentAuthorjonnyc
    • CommentTime27 Dec 2008 modificato
     permalink

    Ehi, ciao a tutti! Sono contento che qualcuno si occupi di quest’argomento, dato che ho creato un blog in cui desidero coinvolgere chiunque ha voglia d’intervenire. L’URL è la seguente : http://ilcreatore.blogspot.com. A presto!

  2.  permalink

    Benvenuto Jonnyc!

    E grazie per il link al tuo Blog. Il tema centrale di questa discussione è il rapporto tra la Scienza ed il libro della Genesi: l'Universo è nato in sei giorni così come è descritto in Genesi? L'uomo è stato creato dal fango così come è descritto in Genesi? Gli animali sono stati creati "ognuno secondo la loro specie" oppure si sono evoluti in migliaia di anni?

    Presentatevi nell'apposita Discussione+Leggete le FAQ+Visitate l'Archivio
    • CommentAuthorjonnyc
    • CommentTime29 Dec 2008
     permalink

    Grazie per l’accoglienza jongabriel. Questo è un argomento vastissimo e non credo di potermi esprimere totalmente in un forum, ma è sicuramente stimolante per un punto di partenza. Per quanto riguarda l’evoluzione, la prima distinzione da fare è fra macroevoluzione e microevoluzione. L’universo è nato in sei giorni? Il giorno corrisponde a un periodo! Ma secondo la relatività di Einstein il tempo è relativo, quindi parlare di tempo con Dio, è molto difficile per un essere che proviene dalla terra.
    Ciao a tutti!
    P.S.: il tempo nella Genesi è uno dei miei argomenti preferiti.

  3.  permalink

    Sei sicuro che la Teoria della relatività di Einstein dica che il tempo è relativo?

    E perché parlare di tempo con Dio è molto difficile?

    Presentatevi nell'apposita Discussione+Leggete le FAQ+Visitate l'Archivio
    •  
      CommentAuthorEvy
    • CommentTime30 Dec 2008
     permalink
    • CommentAuthorjonnyc
    • CommentTime31 Dec 2008
     permalink

    Il classico esempio: « Un'ora seduto su una panca in un parco insieme a una bella ragazza passa come se fosse un minuto, mentre un minuto seduto su una stufa bollente sembra un'ora » o il paradosso dei gemelli, ci conducono, dimostrato dal cosiddetto orologio di luce, alle conclusioni di Einstein. Un giorno sulla terra equivale a 23 ore 56 minuti e 4,0905 secondi. Il giorno corrispondeva a circa sei ore alla genesi del nostro pianeta. Come vedi era ed è sempre un giorno ma cambiano i periodi. Inoltre, Dio risiede unicamente sulla terra? No, la terra è soltanto lo sgabello dei suoi piedi. Pertanto bisogna chiedersi per Dio un giorno a quanto equivale? Ricordiamoci che Egli è l’unico nel riuscire a osservare tutti i sistemi fisici della nostra realtà, e il paradosso dei gemelli vale per un osservatore che riesce a compiere una misurazione contemporanea dei due sistemi, certo ciascun gemello non percepirà il tempo come relativo, ma come un periodo ben definito. Parlo della nostra realtà fisica perché in altre non potremmo esistere. Non sappiamo dove la fisica quantistica ci condurrà, però a energie molto più alte noi non abbiamo voce in capitolo. Il punto è: per Dio cosa è il tempo? Sicuramente Egli ne è il creatore, e quindi su di Lui non ha alcun effetto, Egli può interagire con esso, ma non è condizionato da questa dimensione. Diventa difficile comprendere dei concetti del genere per una mente limitata come la nostra, ricordiamoci però che Egli è infinito.

    •  
      CommentAuthorJohnGabriel
    • CommentTime1 Jan 2009 modificato
     permalink

    (Con l'aiuto del link di Evy) Cosa dimostra esattamente il paradosso dei gemelli? Dimostra che i 6 giorni della Genesi non sono i nostri 6 giorni da 24 ore circa ciascuno?

    E perché non sappiamo dove la fisica quantistica ci condurrà? E' lei che ci conduce?

    Inviata da: jonnycIl giorno corrispondeva a circa sei ore alla genesi del nostro pianeta.

    Perché?

    Inviata da: jonnycPertanto bisogna chiedersi per Dio un giorno a quanto equivale?

    A quanto equivale?

    Equivale a 6 ore, come alla genesi del nostro pianeta, oppure a 24 ore circa, come adesso?

    Ed i nomadi-pastori ebrei di 6000 anni fa che ascoltavano la lettura della Genesi (essendo in pochissimi a saper leggere), lo capivano che i 6 giorni della genesi non sono in realtà 6 giorni ma corrispondono ad un periodo grazie alle conclusioni di Einstein?

    Il fatto che la Genesi è stata scritta per essere letta davanti ad un pubblico analfabeta di nomadi-pastori, non significa niente?

    Presentatevi nell'apposita Discussione+Leggete le FAQ+Visitate l'Archivio
    • CommentAuthorjonnyc
    • CommentTime1 Jan 2009
     permalink

    Non possiamo dare un periodo al giorno descritto nel Genesi, perché noi non ci troviamo nelle condizioni di Colui il quale è l’Autore del libro e l’Osservatore unico degli eventi. La fisica dimostra che un giorno sulla terra equivale a 23 ore 56 minuti e 4,0905 secondi. Questo non vale per gli altri pianeti. Perché la circonferenza e la velocità di rotazione sul proprio asse cambiano distintamente per ogni corpo celeste. Questo è anche il motivo per cui il giorno sulla terra ammontava a sei ore (la velocità di rotazione sul proprio asse era molto più veloce). A quanto equivale per Lui un giorno? Vediamo come risponde l'Architetto: Perché mille anni sono ai tuoi occhi come il giorno di ieri ch'è passato, come un turno di guardia di notte (Salmi 90:4). – Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno (II Pietro 3:8). La fisica quantistica non conduce nessuno, ma nella conoscenza ci potrà aiutare a comprendere alcune cose incomprese. La Bibbia è stata scritta per i pastori di seimila anni fa, affinché fosse accessibile a chiunque. Però, ciò non può escluderci dal pensare che il giorno del Genesi corrisponda a un periodo maggiore delle 24 ore. I citati versi lo confermano! E questo significa che essa riamane e rimarrà attuale in ogni epoca.

  4.  permalink

    Quindi il Libro dei Salmi e la Lettera di Pietro confermano che non è possibile stabilire a quanto equivale un giorno per Dio.

    Ed allora perché in Genesi c'è scritto che l'universo è nato in 6 giorni?

    Se non è possibile stabilire quanto vale un giorno per Dio, perché troviamo scritto che l'universo è nato in 6 giorni?

    Presentatevi nell'apposita Discussione+Leggete le FAQ+Visitate l'Archivio
    • CommentAuthorjonnyc
    • CommentTime2 Jan 2009
     permalink

    La descrizione del Genesi è per chiunque, anche per i nomadi -pastori di seimila anni fa. Cosa pensi che se il creatore avesse iniziato a parlare di fisica qualcuno avesse compreso il tutto? Questo libro sarebbe rimasto accessibile soltanto a persone come Einstein, Fermi, Dirac o Planck ecc.. Invece l’Architetto desidera che tutti abbiano una conoscenza (anche se elementare) delle proprie origini. Se poi c’è qualcuno che riesce a comprendere qualcosa in più, non significa che ciò sia necessariamente in contrasto con la Sua Parola, dato che Egli stesso afferma l’opposto nei Salmi e nell’epistola di Pietro. Comunque non potremo mai comprendere il tutto. Vediamo come Egli risponde a chi s’interroga a riguardo:
    Dov' eri tu quando io fondavo la terra? Dillo, se hai tanta intelligenza.
    chi ne fissò le dimensioni, se lo sai, o chi tirò sopra di essa la corda da misurare?
    Su che furono poggiate le sue fondamenta, o chi ne pose la pietra angolare,
    quando le stelle del mattino cantavano tutte assieme e tutti i figli di Dio alzavano grida di gioia? (Giobbe 38:5-7)
    Puoi tu stringere i legami delle Pleiadi, o potresti sciogliere le catene d'Orione?
    Puoi tu, al suo tempo, far apparire le costellazioni e guidare l'Orsa maggiore insieme ai suoi piccini?
    Conosci le leggi del cielo? Regoli il suo dominio sulla terra? (Giobbe 38:32-33)
    Noi vogliamo definire tutto con delle parole, ma non dimentichiamoci che Egli con la Sua ha creato. Per noi è incomprensibile il fatto che una parola possa creare, eppure crediamo che Egli l’abbia fatto.

    •  
      CommentAuthorEvy
    • CommentTime2 Jan 2009
     permalink

    Certo però che è davvero strano che "l 'Autore della Bibbia" che scrive in Genesi:

    1:1 Nel principio Dio creò i cieli e la terra. 2 La terra era informe e vuota

    14 Poi Dio disse: «Vi siano delle luci nella distesa dei cieli per separare il giorno dalla notte; siano dei segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni; 15 facciano luce nella distesa dei cieli per illuminare la terra». E così fu. 16 Dio fece le due grandi luci: la luce maggiore per presiedere al giorno e la luce minore per presiedere alla notte; e fece pure le stelle. 17 Dio le mise nella distesa dei cieli per illuminare la terra, 18 per presiedere al giorno e alla notte e separare la luce dalle tenebre. Dio vide che questo era buono. 19 Fu sera, poi fu mattina: quarto giorno.

    si contraddica poi in Giobbe 38:5-7:

    Su che furono poggiate le sue fondamenta, o chi ne pose la pietra angolare,
    quando le stelle del mattino cantavano tutte assieme e tutti i figli di Dio alzavano grida di gioia?

    Dando per scontato che "figli di Dio" si riferisca agli angeli (e serafini e cherubini vari), le stelle non sono state create dopo la terra? Come potevano gioire per la fondazione della terra se ancora non esistevano?

    Io scrivo e a volte rileggendomi noto che mi contraddico. Ma d'altra parte sono un essere umano ;)
    Ma se scrive Dio...

    • CommentAuthorjonnyc
    • CommentTime2 Jan 2009
     permalink

    Nella descrizione del Genesi il creatore descrive il tutto dal punto di vista terreno, mentre nel libro di Giobbe abbiamo un punto d’osservazione riconducibile al cielo. Nessuna contraddizione! Cambiano soltanto i punti d’osservazione.

    •  
      CommentAuthorJohnGabriel
    • CommentTime2 Jan 2009 modificato
     permalink

    Inviata da: jonnycNoi vogliamo definire tutto con delle parole

    No, non tutto, ma almeno questo: se non è possibile stabilire quanto vale un giorno per Dio, perché troviamo scritto che l'universo è nato in 6 giorni?

    Inviata da: jonnycNessuna contraddizione!

    Nessuna contraddizione? Eppure nello stesso libro della Genesi si trovano due versioni diverse della Creazione, l'una di seguito all'altra:

    http://tmc.altervista.org/Vanilla.1/comments.php?DiscussionID=89#Item_1

    Perché l'autore del Libro della Genesi ha scritto nello stesso testo due versioni differenti della Creazione?

    Presentatevi nell'apposita Discussione+Leggete le FAQ+Visitate l'Archivio
    • CommentAuthorjonnyc
    • CommentTime2 Jan 2009
     permalink

    Il secondo racconto è soltanto un riassunto in cui si mette in luce l’essere centrale della creazione, cioè, l’uomo. Ma veramente volevate riguardo alle nostre origini un manuale di fisica, chimica, biologia o antropologia? Pensate che i nomadi – pastori di seimila anni fa avrebbero capito in tale modo la loro origine? Non capisco perché è così difficile accettare il racconto del Genesi. E’ soltanto un racconto poetico accessibile a tutti che riamane Parola di Dio. Non è una contraddizione affermare, dal punto di vista Divino, che egli abbia creato il tutto in sei giorni, chiarendo in seguito che per Lui un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno. Volevate che Egli affermasse che un giorno equivale a: 86’164 moltiplicato per 9.192.631.770 oscillazioni della radiazione emessa nella transizione tra i due livelli iperfini dello stato fondamentale dell'atomo di cesio-133? Nel nostro sistema metrico MKSA o CGS l’unità fondamentale per il tempo è il secondo. Così il campione fondamentale per il tempo è il secondo che equivale a 9.192.631.770 oscillazioni della radiazione emessa nella transizione tra i due livelli iperfini dello stato fondamentale dell'atomo di cesio-133. Non c’è un campione di tempo cui fare riferimento (per il principio della relatività ristretta), ma nel nostro sistema metrico è stato scelto il suddetto campione.

  5.  permalink

    Inviata da: jonnycNon capisco perché è così difficile accettare il racconto del Genesi.

    Se il racconto della Genesi fosse uno, allora non ci sarebbero difficoltà.

    Ma i racconti della Creazione nel Libro della Genesi sono due.

    E sono molto contrastanti tra loro:

    • Nel primo racconto la Terra viene creata dal nulla e "le Tenebre coprivano la faccia dell'Abisso", mentre nel secondo racconto Dio comincia l'opera quando "non c'era ancora sulla terra alcun arbusto della campagna"
    • Nel secondo racconto, a differenza del primo, l'uomo è creato prima degli animali, e la donna viene "estratta" dall'uomo, mentre nel secondo racconto entrambi i sessi vengono creati contemporaneamente.

    Inviata da: jonnycE’ soltanto un racconto poetico accessibile a tutti

    Sono d'accordo che sia poetico, ma siamo sicuri che sia accessibile a tutti, data l'evidente contraddizione contenuta già nelle prime righe?

    A proposito: i creazionisti pensano pure che si tratti di un racconto poetico oppure usano Genesi (ignorandone le contraddizioni interne) per confutare le tesi evoluzionistiche?

    Presentatevi nell'apposita Discussione+Leggete le FAQ+Visitate l'Archivio
    • CommentAuthorjonnyc
    • CommentTime3 Jan 2009 modificato
     permalink

    Inviata da: JohnGabrielNel primo racconto la Terra viene creata dal nulla e "le Tenebre coprivano la faccia dell'Abisso", mentre nel secondo racconto Dio comincia l'opera quando "non c'era ancora sulla terra alcun arbusto della campagna"

    Nel giorno che Dio il SIGNORE fece la terra e i cieli, non c'era ancora sulla terra alcun arbusto della campagna. Nessuna erba della campagna era ancora spuntata, perché Dio il SIGNORE non aveva fatto piovere sulla terra, e non c'era alcun uomo per coltivare il suolo; ma un vapore saliva dalla terra e bagnava tutta la superficie del suolo. (Gen. 2:4b-6)

    Nel secondo racconto al verso quattro parte B non si parla di creare, poiché il verbo “fece” nell’originale, non è “barà”.
    Non è un racconto diverso, ma una precisazione del primo.

    Inviata da: JohnGabrielNel secondo racconto, a differenza del primo, l'uomo è creato prima degli animali, e la donna viene "estratta" dall'uomo, mentre nel secondo racconto entrambi i sessi vengono creati contemporaneamente.

    Mi mostri, dove è scritto, nel secondo racconto, che l’uomo è creato dopo gli animali? (nel verso 19 non si adopera il verbo “barà”, lì l’Architetto non crea nulla).

    Il primo racconto non si sofferma nella creazione dell’uomo, a differenza del secondo in cui è descritto nei particolari.
    Possiamo quindi affermare che il primo narra (nei particolari) la creazione della natura, riassumendo quello dell’uomo, mentre il secondo parla (nei particolari) della creazione dell’uomo riassumendo l’origine della natura. L’uno è il completamento dell’altro, nessuna contraddizione!

    Inviata da: JohnGabrielA proposito: i creazionisti pensano pure che si tratti di un racconto poetico oppure usano Genesi (ignorandone le contraddizioni interne) per confutare le tesi evoluzionistiche?

    Perché non posso usare una poesia per confutare le tesi evoluzionistiche? Non è un tratto di scienze! Il fatto che tutto è narrato in modo poetico, non significa che sia una favola, ma semplicemente comprensibile per tutti.

    Buona notte, domani devo fare un bel po’ di chilometri.

    •  
      CommentAuthorEvy
    • CommentTime3 Jan 2009 modificato
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    Quella che hai data, jonnyc,è, a mio parere, una delle spiegazioni possibili e accettabili!
    Però, per quanto riguarda i giorni della creazione, mi pare che sia piuttosto evidente che lo scrittore della Genesi intendeva un giorno come tale, e non come un periodo o un'era. Infatti il ritornello conclude regolarmente: "Fu sera, poi fu mattina: primo giorno" "Fu sera, poi fu mattina: secondo giorno" e via di seguito. Concetto difficilmente applicabile all'aprirsi e al chiudersi di un'era!
    E allora qualcuno non ce la racconta proprio giusta!
    Quale potrebbe essere la spiegazione? (Visto che deve esserci!) Che il Creatore abbia voluto farsi capire dalle persone ingenue che avrebbero letto il "resoconto della Creazione" lasciando pure che questi credessero ai "sei giorni" sapendo bene che in avanti "la conoscenza sarebbe aumentata" e gli studiosi avrebbero scoperto l'arcano?
    Oppure un'altra spiegazione potrebbe essere che, candidamente, qualche creatura estrosa dall'osservatorio quaggiù stava a scrivere... mentre le stelle, insieme al Creatore, stavano a guardare dall'osservatorio lassù...

    Come dice finferflu nel suo articolo:

    Forse lo scrittore stesso, l'editore stesso di questo libro, sapeva che quello che stava mettendo assieme non fosse altro che un racconto figurativo. Cosa della quale noi, persone con migliaia di anni in più alle spalle, ancora non ce ne rendiamo conto.

    • CommentAuthorjonnyc
    • CommentTime3 Jan 2009 modificato
     permalink

    Inviata da: JohnGabrielNel primo racconto la Terra viene creata dal nulla e "le Tenebre coprivano la faccia dell'Abisso", mentre nel secondo racconto Dio comincia l'opera quando "non c'era ancora sulla terra alcun arbusto della campagna"

    Nel giorno che Dio il SIGNORE fece la terra e i cieli, non c'era ancora sulla terra alcun arbusto della campagna. Nessuna erba della campagna era ancora spuntata, perché Dio il SIGNORE non aveva fatto piovere sulla terra, e non c'era alcun uomo per coltivare il suolo; ma un vapore saliva dalla terra e bagnava tutta la superficie del suolo. (Gen. 2:4b-6)

    Nel secondo racconto al verso quattro parte B non si parla di creare, poiché il verbo “fece” nell’originale, non è “barà”.
    Non è un racconto diverso, ma una precisazione del primo.

    Inviata da: JohnGabrielNel secondo racconto, a differenza del primo, l'uomo è creato prima degli animali, e la donna viene "estratta" dall'uomo, mentre nel secondo racconto entrambi i sessi vengono creati contemporaneamente.

    Mi mostri, dove è scritto, nel secondo racconto, che l’uomo è creato dopo gli animali? (nel verso 19 non si adopera il verbo “barà”, lì l’Architetto non crea nulla).

    Il primo racconto non si sofferma nella creazione dell’uomo, a differenza del secondo in cui è descritto nei particolari.
    Possiamo quindi affermare che il primo narra (nei particolari) la creazione della natura, riassumendo quello dell’uomo, mentre il secondo parla (nei particolari) della creazione dell’uomo riassumendo l’origine della natura. L’uno è il completamento dell’altro, nessuna contraddizione!

    Inviata da: JohnGabrielA proposito: i creazionisti pensano pure che si tratti di un racconto poetico oppure usano Genesi (ignorandone le contraddizioni interne) per confutare le tesi evoluzionistiche?

    Perché non posso usare una poesia per confutare le tesi evoluzionistiche? Non è un tratto di scienze! Il fatto che tutto è narrato in modo poetico, non significa che sia una favola, ma semplicemente comprensibile per tutti.

    Buona notte, domani devo fare un bel po’ di chilometri.

    - Later on, jonnyc wrote: -

    Per me oggi è stato un giorno stressante. Le abbondanti piogge hanno un po’ rallentato il percorso di ritorno però, grazie a Dio, sono arrivato a casa sano e salvo.
    Sono contendo d’essere stato finalmente, spero, comprensibile. Riguardo alle parole “Fu sera, poi fu mattina: primo giorno” di Evy, mi riservo di rispondervi sul blog http://ilcreatore.blogspot.com/. E questo non perché desidero trascinarvi nel mio spazio personale, ma poiché essendo nato e cresciuto all’estero non padroneggio bene l’italiano, quindi, desidero ripassare il tutto con calma per non incorrere in equivoci. Lo pubblicherò tuttavia contemporaneamente su questo forum. Posso, però, anticiparvi che la soluzione si trova proprio nelle citate parole di Evy.

  6.  permalink

    Inviata da: jonnycPerché non posso usare una poesia per confutare le tesi evoluzionistiche?

    Per lo stesso motivo per cui Letteratura e Scienza sono due cose diverse: la poesia è Letteratura, mentre l'evoluzionismo è Scienza.

    Questo è il motivo per cui non troverai mai un Manzoni che contraddice Einstein o viceversa. La Letteratura non usa la Scienza per confutare tesi letterarie, così come la Scienza non usa la Letteratura per confutare tesi scientifiche.

    E la Bibbia cos'è? Letteratura o Scienza?

    Presentatevi nell'apposita Discussione+Leggete le FAQ+Visitate l'Archivio
    • CommentAuthorjonnyc
    • CommentTime3 Jan 2009
     permalink

    E’ letteratura che contiene “nozioni” scientifiche. Inoltre, perché classificare un libro che è unico nel suo genere?

    •  
      CommentAuthorEvy
    • CommentTime4 Jan 2009 modificato
     permalink

    Inviata da: jonnycPosso, però, anticiparvi che la soluzione si trova proprio nelle citate parole di Evy.

    Non mi è molto chiaro ciò che intendi per la verità, però leggendo il tuo ultimo post nel tuo blog mi è venuta in mente una poesia di Gianni Rodari, un simpaticissimo poeta con uno stile tutto suo e acuto osservatore:

    STELLE SENZA NOME

    I nomi delle stesse sono belli:
    Sirio, Andromeda, l'Orsa, i due Gemelli.
    Chi mai potrebbe dirli tutti in fila?
    Son più di cento volte centomila.
    E in fondo al cielo, non so dove e come,
    c'è un milione di stelle senza nome:
    Stelle comuni, nessuno le cura,
    ma per loro la notte è meno scura.

    E senti come ha "elaborato" la storia universale:

    STORIA UNIVERSALE

    In principio la terra era tutta sbagliata,
    renderla più abitabile fu una bella faticata.
    Per passare i fiumi non c'erano i ponti.
    Non c'erano sentieri per salire sui monti.
    Ti volevi sedere? Neanche l'ombra di un panchetto.
    Cascavi dal sonno? Non esisteva il letto.
    Per non pungersi i piedi, né scarpe né stivali.
    Se ci vedevi poco non trovavi gli occhiali.
    Per fare una partita non c'erano palloni;
    mancava la pentola e il fuoco per cuocere i maccheroni,
    anzi a guardar bene mancava anche la pasta.
    Non c'era nulla di niente. Zero via zero, e basta.
    C'erano solo gli uomini con due braccia per lavorare,
    e agli errori più grossi si poté rimediare.
    Da correggere però ne restano ancora tanti:
    rimboccatevi le mani, c'è lavoro per tutti quanti
    »

    Eccellente! Anche se guardava le cose da un punto di vista solo terreno. E bisogna anche ammettere che c'è qualche nozione di "evoluzionismo" in quest'ultima poesia ... ;)

    • CommentAuthorjonnyc
    • CommentTime4 Jan 2009
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    Beh, forse le mie difficoltà linguistiche non generano poi una notevole distanza di comprensione, visto l’ultimo intervento di Evy (fuoco, ci sei vicina).

    • CommentAuthorjonnyc
    • CommentTime5 Jan 2009
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    Risposta a Evy:
    “Fu sera poi fu mattina:…”

    In fisica il tempo è un concetto che è utilizzato per stabilire la contemporaneità, l’ordine di una serie d’eventi o per localizzare un sistema nel tempo. Il tempo fa parte di quella terna di grandezze fondamentali o grandezze primitive (lunghezza, massa, tempo) le quali sono impiegate nella misurazione di un qualsiasi evento fisico, e da cui derivano le cosiddette grandezze derivate (velocità, superficie, densità ecc.). Un esempio: la velocità di un corpo si ricava dividendo le due grandezze primitive tra loro, vale a dire, distanza o lunghezza, diviso il tempo di percorrenza. In fisica non esiste un tempo assoluto da cui derivano tutte le misure di tempo effettuate. Ma l’unità di misura del tempo è identificata tramite la scelta di un campione, che nel nostro sistema di misurazione MKS (metro, chilo, secondo) o CGS è il secondo. Quest’ultimo corrisponde a 1/86’400 del giorno solare medio, che a sua volta è stato ridefinito nel 1967 come la durata di 9'192’631’770 oscillazioni della radiazione emessa, dall’atomo di cesio 133, nella transizione fra i due livelli iperfini del suo stato fondamentale. Per tutti quelli che vivono sulla terra, un giorno equivale a un periodo della durata di circa ventiquattro ore (23 ore 56 minuti e 4,0905 secondi) durante il quale il nostro pianeta compie una rotazione sul proprio asse. Questo periodo è stato definito come giorno solare. Ciò pur essendo esatto per noi, non lo è per il Creatore, e non lo sarebbe nemmeno per tutti coloro che si trovano su un altro pianeta del nostro sistema solare. Prendiamo com’esempio il famoso pianeta Marte, il cosiddetto giorno lì (di 24,6 ore) ha una durata differente dal nostro. Se fossimo dei navigatori spaziali, dovremmo precisare che il giorno si riferisce a quello terrestre, cioè dovremmo dire: è trascorso un giorno terrestre. Inoltre non dimentichiamo che la velocità della terra sul proprio asse è cambiata nel tempo. Alla sua genesi il giorno equivaleva a circa sei ore. Tutto questo dovrebbe già condurci a riflettere.
    Riguardo all’argomento tempo durante la creazione, bisogna mettere in luce un particolare che si rinviene alla fine della descrizione d’ogni giorno. Notiamo che all’epilogo d’ogni periodo creativo, il Creatore gli assegna una cifra, attribuendogli i numeri della settimana in ordine crescente. Al lettore ciò potrebbe apparire come l’esposizione di un periodo di tempo. Sono convinto che se Dio desiderasse esprimere il decorso temporale dei citati periodi, avrebbe usato delle parole diverse, poiché i termini ”Fu sera, poi fu mattina: primo giorno”, non descrivono il decorso temporale dell’esposto spazio di tempo. Credo di conseguenza che Egli avrebbe adoperato dei vocaboli specifici, per mezzo dei quali se ne comprenderebbe la descrizione temporale, come ad esempio i verbi trascorrere o passare, ossia: “Fu sera, poi fu mattina, e trascorse, si concluse o passò il primo giorno”. Rileviamo, dunque, che la stessa strutturazione del testo non impone una definizione temporale dell’opera.
    D’altro canto molti commentatori biblici interpretano tali espressioni mediante il fatto che il giorno ebraico inizia con dodici ore di buio (notte), cioè, il periodo che intercorre tra la sera è il mattino, per concludersi dopo dodici ore di luce (giorno) con l’avvento della sera successiva. Inoltre, per gli studiosi il vocabolo ebraico “yom” (giorno) associato a un numero identifica sempre un giorno di ventiquattro ore. Nulla da ridire riguardo a questi fatti. Ritengo però che ci sia un’ulteriore verità nelle nominate parole. Il periodo che intercorre tra la sera e la mattina, fu definito da Dio stesso come notte, essa ha una durata variabile, la quale dipende dalla latitudine in cui ci troviamo al momento che sopraggiunge.
    Ognuno di noi la sera si corica nel proprio letto per addormentarsi e risvegliarsi riposato l’indomani mattina, poiché la notte è stata creata per consentire al nostro fisico di recuperare le forze. Una cosa molto naturale, penseranno alcuni di voi. Non vi stupite, ho pensato anch’io a tutto questo. Ma cosa succede a noi durante le ore notturne? Pensateci un attimo! Il sonno è caratterizzato da incoscienza e mancanza di attività e da un generale rallentamento dei processi metabolici, pertanto, trascorrendo la notte dormendo, non ne percepiamo il susseguirsi del tempo. In pratica, al momento in cui ci svegliamo la mattina, non ci rendiamo conto se sono passati cinque minuti o delle svariate ore dall’atto in cui ci siamo addormentati. Notiamo dalla luce, la quale penetra attraverso le tapparelle della finestra, che è iniziato un altro giorno, ma se la camera in cui dormiamo fosse totalmente al buio, non riusciremmo a capire quanto tempo sarebbe trascorso. Contrariamente, se non riusciamo a dormire durante le ore notturne, il tempo passato insonne, anche dopo alcuni minuti, ci appare come un periodo interminabile. Non ricordiamo nemmeno il momento esatto in cu ici siamo addormentati. E se ci addormentiamo per pochissimi minuti, abbiamo l’impressione reale di non aver chiuso un occhio pur avendo dormito per alcuni istanti.Il Creatore, penso, abbia voluto indicare al lettore, che l’estensione di tempo, in questo caso attinente ai giorni della creazione, siano da Lui stati percepiti come dei periodi che un uomo trascorre durante le ore notturne, in pratica Egli non ebbe percezione del tempo, non essendone vincolato in alcun modo. Ciò spiega il fatto per cui il Creatore delimita la fine d’ogni giorno, o meglio di un periodo, con le parole: ”Fu sera, poi fu mattina”. Penso che Egli abbia narrato nel modo più comprensibile, per la mente umana, la sua percezione di quei periodi. Nel prossimo post illustrerò la fondatezza biblica di quest’interpretazione.

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    Inviata da: jonnycperché classificare un libro che è unico nel suo genere?

    Per capire meglio se è possibile usare la Bibbia per confutare tesi scientifiche.

    Inviata da: jonnycAlla sua genesi il giorno equivaleva a circa sei ore.

    Infatti, ecco un esempio: posso usare il Libro di Genesi (testo letterario poetico) per confermare o smentire la durata del giorno quando è stato generato? E come si fa a stabilire quanto tempo fa è stato generato il giorno? La risposta è nella Bibbia?

    Inviata da: jonnyci giorni della creazione, siano da Lui stati percepiti come dei periodi che un uomo trascorre durante le ore notturne

    Ma non avevamo detto che non è possibile stabilire il modo in cui Dio percepisce il tempo?

    Inviata da: jonnycCredo di conseguenza che Egli avrebbe adoperato dei vocaboli specifici

    E se invece volesse proprio indicare "fu sera, poi mattina", visto che aveva appena creato la sera e la mattina? Che senso avrebbe creare la sera e la mattina per poi usarle per attribuirgli altri significati diversi da "sera" e "mattina"?

    Inviata da: jonnycAl lettore ciò potrebbe apparire come l’esposizione di un periodo di tempo.

    E se invece ciò che dice è esattamente ciò che vuole dire?

    So che sembra scontato, ma non sto scherzando: l'espressione "non volevo dire questo" è tipica del modo di ragionare di un certo BelPaese del Mediterraneo.

    Nel resto del mondo si ragiona in modo diverso (e diretto). Ad esempio, in Finlandia un detto popolare dice:

    "What we say, we mean. What we mean, we say."

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    • CommentAuthorjonnyc
    • CommentTime5 Jan 2009 modificato
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    Inviata da: JohnGabrielPer capire meglio se è possibile usare la Bibbia per confutare tesi scientifiche.
    Infatti, ecco un esempio: posso usare il Libro di Genesi (testo letterario poetico) per confermare o smentire la durata del giorno quando è stato generato? E come si fa a stabilire quanto tempo fa è stato generato il giorno? La risposta è nella Bibbia?

    Abbiamo accennato al fato che la Bibbia non è un trattato scientifico. Quindi, come vorresti confutare una realtà scientifica se essa deve essere oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile empiricamente? La scienza non potrà mai riprodurre il Big Bang, ma a riguardo esistono dei modelli teorici matematici che ne riproducono gli effetti. Per confutare tale teoria la Bibbia dovrebbe rendere un modello teorico matematico alternativo. Pertanto diventa assurdo confutare una teoria scientifica per mezzo delle Sacre Scritture. Pensa a un mosaico, nella Bibbia dobbiamo trovare tute le informazioni (tessere) che concorrono a formare il quadro. Questo non fornirà una tesi per confutarne una scientifica, ma ci aiuterà a riconoscere se la tesi scientifica trova un riscontro nel mosaico.

    Inviata da: JohnGabrielMa non avevamo detto che non è possibile stabilire il modo in cui Dio percepisce il tempo?

    Darci un’idea, però, sì. E non c’è modo migliore facendolo con poche parole accessibili a chiunque.

    Inviata da: JohnGabrielE se invece volesse proprio indicare "fu sera, poi mattina", visto che aveva appena creato la sera e la mattina?

    Aveva creato il giorno e la notte con dei rispettivi periodi di dodici ore. Pertanto visto che il giorno seguente inizia con la sera, il primo giorno fu soltanto di dodici ore. Il quesito non trova riscontro!

    Inviata da: JohnGabrielChe senso avrebbe creare la sera e la mattina per poi usarle per attribuirgli altri significati diversi da "sera" e "mattina"?

    Il significato non cambia, perché, in effetti, la sera e la mattina delineano uno spazio di tempo. Cambia soltanto la sua durata.

    Al terzo quesito forse troverai una risposta nel successivo post. A proposito il detto finlandese non trova applicazione nella Bibbia. Essa è Parola di Dio, e parla al lettore personalmente. A me un verso dice qualcosa, a te qualcos’altro, magari mettendo in luce delle determinate parole, dipende dal bisogno. Questo, però, può accadere soltanto se ci accostiamo a essa senza alcuno spirito critico. Iniziando a pensare: “Mah, non può essere così, ciò non è rivolto a me”, allora questo libro perderà qualsiasi valore e diventerà un’opera come tutte le altre con un’impronta sicuramente unica. Certo le dottrine bibliche sono ben delineate. Sono le sfumature che cambiano. Tuttavia questo libro è nato affinché possiamo conoscere il Creatore dell’universo e giungere un giorno alla Sua presenza. Non credo che gli argomenti di questa discussione interferiscano nel percorso che ci condurrà in cielo. Però, ciò può essere pericoloso se iniziamo a dubitare della Sua parola. Poiché facendo così, non attribuiremmo più tali scritti a Dio. E questo ci allontanerà dal percorso delineato, proiettandoci nell’eternità lontano da Lui. Magari qualcuno non riconoscerà qualche tessera del mosaico, ma questo non significa che essa non faccia parte dell’opera. Spero che tutta questa discussione concorra a definire le tessere sconosciute.

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    Ok, aspetto il prossimo post, perché non ho capito bene l'importanza del fatto che il giorno alla sua genesi durasse 6 ore. A proposito, quanto tempo fa è stato generato il giorno? Quanto tempo è trascorso dal primo giorno dell'Universo? E come si fa a stabilire quanto tempo è trascorso? Nella Bibbia si trovano queste tessere che compongono il mosaico?

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    • CommentAuthorjonnyc
    • CommentTime6 Jan 2009
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    Perché la rotazione della terra sul proprio asse era più veloce dell’attuale. Considerato ciò, a quanto ammontava il primo giorno? Non lo sappiamo, ecco perché è assurdo attribuire al giorno creativo un periodo ben definito. Ma credo che la Bibbia non lo faccia.
    Per il resto, ecco il secondo post:
    Desidero richiamare un noto pensiero d’Einstein: ”Lo spazio e il tempo non sono condizioni in cui viviamo, ma modi in cui pensiamo”.
    Il Creatore chiarisce in alcuni versi cosa significa per lui un giorno: Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno (II Pietro 3:8). Forse qualcuno potrebbe pensare che ciò è fuori contesto, ma vediamo cosa dice l’Architetto per mezzo di Mosè che ha scritto il Genesi: Prima che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e l'universo, anzi, da eternità in eternità, tu sei Dio. Tu fai ritornare i mortali in polvere, dicendo: "Ritornate, figli degli uomini". Perché mille anni sono ai tuoi occhi come il giorno di ieri ch'è passato, come un turno di guardia di notte. (Salmi 90:2-4).
    Per Lui mille anni sono come il giorno di ieri ch’è passato e come un turno di guardia di notte. Cosa s’interpone tra la sera e la mattina? La notte. Molti rifiutano d’accettare che il giorno creativo di Dio ebbe una durata maggiore di ventiquattro ore, poiché credono nella plenaria e verbale ispirazione delle Scritture, e se c’è scritto giorno bisogna intenderlo come tale, cioè di ventiquattro ore. Essi si trincerano letteralmente dietro questa spiegazione. Ebbene, se confidiamo nell’ispirazione plenaria e verbale delle Scritture dobbiamo anche accettare che nel Salmo novanta il Signore definisce la notte come un periodo di mille anni. O forse in questo passo biblico non si applica? Allora probabilmente c’è contraddizione? Nessuna contraddizione, soltanto un ulteriore messaggio per chi lo accetta.
    La Bibbia parla anche del levar o alzar del Sole (p.e. Giudici 5:31 o II Samuele 23:4), eppure, non c’è più nessuno che crede a un sistema geocentrico. Se crediamo nell’ispirazione verbale e plenaria delle Sacre Scritture, dovremmo accettare, in effetti, un sistema geocentrico, poiché le espressioni di alcuni passi biblici ci mostrano un moto della nostra stella, il Sole. Nonostante tutto sappiamo di vivere in una realtà con un sistema eliocentrico, e per il quale non nutriamo alcun dubbio, anche se la Bibbia espone un’idea diversa, perché la scienza ha ormai da parecchio tempo chiarito il quesito. Accettando ciò non annulliamo la Scrittura, anzi comprendiamo che essa cela alcune volte delle verità che vanno approfondite. Pertanto, considerato i suddetti versi riguardo al giorno, non è eretico affermare che i giorni della creazione furono dei periodi maggiori alle ventiquattro ore. Il Creatore stesso che c’è lo rivela nei citati versi biblici, e accettando l’ispirazione plenaria e verbale delle Scritture, dobbiamo ammettere che Egli considera, ma non deve, la notte come mille (più o meno) anni. Ma quanti anni? Questo c’è lo rivelerà quando saremo con Lui nel cielo, poiché: Le cose occulte appartengono al SIGNORE nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi e per i nostri figli per sempre, perché mettiamo in pratica tutte le parole di questa legge (Deut. 29:29). Infatti, il fine del messaggio biblico è quello di condurre l’uomo a praticare ciò che essa prescrive. Tutto qui. Purtroppo tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.