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      CommentAuthorJohnGabriel
    • CommentTime5 Oct 2007 modificato
     permalink

    Vorrei esaminare più da vicino un versetto delle Epistole del Nuovo Testamento:

    "Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo diverso, perché quale relazione c'è tra la giustizia e l'iniquità? E quale comunione c'è tra la luce e le tenebre?"

    2 Corinzi 6:14 (La Nuova Diodati)

    Questo passo viene spesso usato negli ambienti evangelici a proposito del matrimonio tra un credente ed un non-credente: la convinzione diffusa è che i matrimoni "misti" sarebbero in aperto contrasto con questo versetto e quindi incompatibili con la visione cristiana del matrimonio.

    Questa argomentazione discende da un'interpretazione del versetto basata su uno schema molto semplice e convincente:

    • "mettersi con" = "fidanzarsi o sposarsi"
    • "gli infedeli" = "i non-credenti"
    • "giogo" = "matrimonio"

    Le conseguenze di questa interpretazione sono di due tipi:

    1. Il credente che vuole pienamente vivere secondo gli insegnamenti del Vangelo non può sposare un non-credente perché il versetto "è chiaro ed esplicito";
    2. Il credente che sposa un non-credente trasgredisce un "comandamento" del Vangelo e quindi non può pensare di poter vivere una vita pienamente evangelica;

    Ovviamente per comprendere appieno il significato profondo del versetto sarebbe opportuno collocarlo non solo all'interno del testo in cui è stato scritto ma anche in tutto il contesto storico, culturale e geografico.
    In questo caso però l'uso della parola-chiave "giogo" che ci permette di risalire al significato in maniera molto diretta.

    Partiamo allora dalla definizione del dizionario De Mauro:

    "giogo" = arnese di legno massiccio e pesante che si mette al collo dei buoi per attaccarli al carro od all'aratro.
    In senso figurato: soggezione, servitù , schiavitù
    In Roma Antica: asta orizzontale sotto la quale si facevano passare i vinti in segno di sottomissione

    Risulta chiaro a questo punto che la forzatura "giogo" = "matrimonio" comincia a venire meno: se è vero infatti che alcuni matrimoni possano risultare difficili, è altrettanto vero che quando due persone si sposano pensino a tutt'altro che ad una schiavitù o sottomissione (che tra l'altro in Italia è vietata dalla Legge che stabilisce la parità tra i coniugi).

    Se restituiamo alle parole il significato senza distorcerlo a nostro piacimento, allora possiamo cominciare a chiederci quale potrebbe essere il significato del "giogo che non è per voi".
    Se pensiamo a tutte le nostre azioni che hanno come conseguenza diretta l'annullamento del nostro libero arbitrio, non è difficile trovare esempi che possono calzare bene al vero significato del versetto: la droga, la violenza, l'alcool, etc..
    Dopo aver restituito al "giogo" il suo vero significato, risulta difficile riuscire a mantenere l'uguaglianza "mettersi con" = "fidanzarsi o sposarsi" e viene quindi spontaneo pensare a tutte quelle azioni nelle quali "mettersi con gli infedeli" implica necessariamente un comportamento che non si addice ad un Cristiano: la malavita organizzata, lo sfruttamento della prostituzione, etc... sono gli esempi più calzanti di "giogo" che impone ai propri membri la schiavitù non solo del proprio pensiero ma anche del proprio corpo!

    Ovviamente il significato del versetto non si esaurisce tutto qui, ma il fatto di poterlo esaminare in maniera più obiettiva permette l'allontanamento da una interpretazione miope e superficiale che serve solo a nascondere una verità molto più grande del provinciale e meschino "non fatevi fidanzati con gli infedeli".
    E' proprio da un esame obiettivo delle parole e del contesto in cui vengono usate che occorrerebbe partire per poter comprendere il significato più profondo non solo di questo passo ma di tutta la Scrittura in generale.

    Presentatevi nell'apposita Discussione+Leggete le FAQ+Visitate l'Archivio
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      CommentAuthorJohnGabriel
    • CommentTime5 Oct 2007 modificato
     permalink

    Propongo anche un interessante intervento esterno che esprime un punto di vista opposto al mio:

    Inviato da Ale il 30/08/2007Non ho capito se ti sei "attaccato" (scusami il termine) a quel versetto per dire che Dio non ha detto da nessuna parte che la sua volontà per i suoi figli è che si sposino con i fratelli/sorelle nella fede...spero di no anche perchè, come ben hai detto, è sbagliato isolare i versetti. Ora infatti noi sappiamo come nel vecchio testamento Dio non voleva che il suo popolo contraesse matrimonio con gli stranieri che adoravano altri "dei" e questo per il bene stesso del suo popolo (Dio ci consiglia in certi modi per proteggerci dal male che ci deriverebbe da scelte sbagliate, come penso sarai d'accordo anche tu). E nel nuovo leggiamo in 1Cor7:10-16 un avviso per coloro che si sono convertiti una volta già sposati e che si ritrovavano perciò con una moglie o un marito non credente. Qui Paolo gli consiglia di non separarsi perchè Dio aborrisce ciò (con l'esclusione della ragione fornicazione), evidentemente se c'era bisogno desse questi chiarimenti era perchè non era considerato giusto essere sposati con non credenti, altrimenti perchè ci sarebbe stato bisogno di questa delucidazione per questi casi particolari (di chi si convertiva dopo aver già contratto matrimonio)? Si legge, poi, chiaramente in 1Cor7:39 "La moglie è vincolata per tutto il tempo che vive suo marito; ma, se il marito muore, ella è libera di sposarsi con chi vuole, purché lo faccia nel Signore." (sottolineo il "purchè lo faccia nel Signore")...e spero non si ricami sul significato di "nel Signore" perchè mi pare alquanto chiaro. Nel caso io abbia invece capito male me ne scuso! Pace :)

    Presentatevi nell'apposita Discussione+Leggete le FAQ+Visitate l'Archivio
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      CommentAuthorEvy
    • CommentTime24 Nov 2007 modificato
     permalink

    Questo mi pare il momento più azzeccato per dire la mia su questo argomento. E lo farò anche a modo mio (sapete che sto rischiando il rogo ultimamente?)

    Dunque: per me un "matrimonio misto" ( ora che vedo le cose con il senno di poi!) è quel caso in cui 2 persone sono "accoppiate" male! Cioè: non c'è feeling tra loro. Hanno ben poco in comune. E anche se stanno "insieme" all'apparenza, in realtà ognuno va per conto suo. Indipendentemente dal fatto di essere ambedue credenti o meno.

    "Il giogo del matrimonio" per me è quando la situazione matrimoniale è insostenibile, a volte soprattutto per una delle 2 persone interessate. Quando una sola delle 2 persone cresce, matura, si evolve, mentre l'altro rimane allo stato brado, del tutto paragonabile all'uomo delle caverne. O a un pasciuto e viziato bambinone a cui il "giogo" sembra un "gioco"!
    Il giogo impossibile è quando si arriva a desiderare la propria morte o quella dell'altro perché non si vede altra soluzione come liberazione dal giogo. Quando non si possono prendere in considerazione altre soluzioni perché non consentite dalla Madre Chiesa! E diventano un giogo opprimente pure i sensi di colpa che scaturiscono da questi pensieri, arrivando a sentirsi "suicidi e omicidi nel cuore".
    Il giogo impossibile sono tante altre cose che non voglio più elencare perché se ne è parlato più o meno largamente in altre discussioni.

    Recentemente mi sono trovata davanti ad un dilemma. Una giovane persona mi ha chiesto un parere a cui non ho saputo dare una risposta precisa e mi sono mantenuta sul vago: "E' possibile che stiano insieme 2 persone, una delle quali è atea?" Bé, sì, pare che sia sbocciato l'amore da una bella e profonda amicizia! Stanno bene insieme, hanno tanto in comune, se la intendono perfettamente su molte cose tranne che sul campo della fede. La persona credente si fa scrupoli sulla possibilità che questo "accoppiamento" si concretizzi, oltre al fatto di essere molto preoccupata per il destino eterno dell'altra!
    Io l'ho fatta riflettere sul fatto che sarà un po' difficile camminare passo passo insieme a una persona che non condivide la sua stessa fede in Gesù. Non ci puoi pregare insieme. Non puoi "parlare delle cose profonde di Dio". ( A queste cose ho creduto con tutta me stessa nel passato).
    Ma naturalmente non potevo fare a meno di riflettere nel frattempo (e di rendere partecipe delle mie riflessioni la ragazza interessata) riguardo a tanti dei matrimoni consacrati e santificati "tra di noi fedeli": non c'è dialogo ed è difficilissima (o del tutto assente) la comunicazione, tanto che si finisce per restare zitti anche a tavola per non litigare... altro che non poter parlare soltanto delle cose profonde di Dio...
    Non voglio "inaugurare" nuove dottrine e neanche mettere completamente al bando quelle già assodate ma mi faccio delle domande e chiedo il vostro parere:

    Visto che non compariremo in coppia davanti a Dio perché ognuno dovrà presentarsi da solo, e che nell'eternità non ci sarà più né uomo né donna, né mariti e moglie e nessun altro legame affettivo (tutte cose valide solo in questa vita) non sarebbe magari maggiormente proficuo trascorrere "il breve passaggio su questa terra" accompagnandosi a un partner che, credente o meno, possa portare il "giogo" (inteso come fardello dell'esistenza) di "pari passo" con noi?

  1.  permalink

    Mi sorge spontanea una domanda:
    Se nel Regno dei Cieli (che già questa immagine della vita eterna è tutta un programma ma... soprassediamo) non saremo ne maschi, ne femmine e non ci saranno rapporti parentali, mariti, mogli, figli, nipoti ecc... ciò significa che la società celeste futura, non sarà assolutamente basata su canoni naturali come li abbiamo noi qui, relegati nel regno della materia.
    Se, dunque, tutto ciò non esisterà più, per quale ragione la Bibbia si picca tanto su questo tipo di intercomunicazione?
    Se la vita sulla Terra, confrontata all'eterna vita futura risulta durare un micro nano miliardesimo di miliardesimi di una frazione di attimo... ... ... per quale accidenti di ragione dobbiamo essere relegati ad imparare cose come la fedeltà coniugale? Se lassù non ci saranno matrimoni. Perchè regolamentare statuti tra coniugi, dove un credente non può sposare una non credente e vice versa, quando lassù non esisterà più alcuna forma di legame parentale? Allora mi viene da pensare che, forse la zampa dello scrittore è andata giù pesante, condendo ciò che era ispirato con ciò che era un suo modo di pensare e interpretare. Le regolamentazioni legali circa i comportamenti nella società, sono sempre stati un punto cardine nel mondo ebraico, vedasi Levitico e Deuteronomio. Pertanto il giogo... resta un fattore temporaneo e anche isolato, solo per chi ci si vuole ficcare sotto il giogo. Ritengo che, oggi il valore del matrimonio, almeno nelle società occidentali laiche, dove i matrimoni in chiesa sono soltanto per lo più un fattore estetico e tradizionale, non hanno alcuna ragione di esistere. Preferisco una coppia di fatto. Penso che certi gioghi sarebbe anche ora di scrollarseli di dosso. Conosco coppie cristiane evangeliche che si sono sposate in chiesa con tanto di abito bianco, fotografi, benedizioni pompose, pranzo pantagruelico, lacrimuccia sul finale e che dopo due anni sono esplosi. Come invece altre coppie cristiane che reggono. Conosco anche coppie miste che invece reggono. Conosco pure coppie non cristiane che reggono benissimo. Conosco coppie di amici non cristiani che non hanno retto e conosco coppie miste che non hanno retto. Allora che significa questo? Un matrimonio regge perchè è cristiano? eh no! Regge se c'è di base un profondo e vero grande amore. Ma Dio non ha dotato tutti gli esseri umani di questo sentimento? ok. Allora non creiamo discriminazioni nella razza umana. Un matrimonio regge se di base c'è amore. L'amore non conosce religione!!
    ciao.