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Mi rendo conto che sto aprendo troppe discussioni in una sola volta, ma non preoccupatevi, con il tempo e con la paglia, se vi va potrete intervenire. Colgo l'occasione per parlare di questo delicato argomento dopo aver notato la "frequenza record" di questo blog:
Quello che dice Dio sulla sessualità
Forse il tema avrebbe dovuto essere suddiviso in diverse parti, ma per intanto si comincia dalla parte più scottante e pressante, direi.
Si, Evy, penso proprio che il tema debba essere diviso almeno in due parti, cioè sessualità e matrimonio.
Per quanto riguarda la sessualità e la sua visione distorta fornita dal Fondamentalismo Cristiano, sto scrivendo un Articolo, che richiederà l'apertura di una Discussione a parte sul Forum.
Il tema di questa discussione è il divorzio, che è un problema del matrimonio. Quindi qua discuteremo i problemi che riguardano strettamente i problemi del matrimonio e le relative "soluzioni". Infatti il divorzio è solo l'estrema conseguenza: mi pare che nel blog che tu citi si sia dimenticato che divorzio e separazione sono due soluzioni differenti per un matrimonio "difficile".
Potremmo anche proseguire confrontando il matrimonio nella visione della Bibbia e nella visione moderna. La visione fondamentalista del Matrimonio infatti si basa sull' interpretazione di alcuni passi biblici ignorandone tutto il contesto storico. La conseguenza di questo copia-ed-incolla è ben visibile nei seguenti interventi al blog:
La crisi del matrimonio e della famiglia non è mai stata grave come oggi. Il divorzio, l'adulterio, l'unione libera e ogni tipo di deviazione scalzano una delle più nobili istituzioni date da Dio all'essere umano: Il matrimonio (Genesi 2:23-24).
Tutti corriamo il pericolo di abituarci alla generalizzazione della pratica del divorzio, riconosciuto come legale dai regolamenti degli uomini, ma condannato dal Signore
Anche la Bibbia stessa che costituisce il punto fermo dell'opinione divina risulterebbe, da quello che leggo, fuori tempo
l'adulterio è la prima causa per cui finiscono i matrimoni
La Parola di Dio non ha bisogno di essere rimodernata come alcuni modernisti pensano di fare. Noi dobbiamo essere ubbidienti e fare le cose sempre innanzitutto alla luce della Parola di Dio che è la nostra guida e poi non bobbiamo cercare sempre il nostro comodo facendoci portavoce di gravi situazioni famigliari.
Il matrimonio ultimamente è attaccato da tutti, come se fosse una malattia incurabile. Il matrimonio è impegnativo (e impegnarsi non piace a nessuno) ed è lungo (alcuni invece amano essere delle api)
Dire che il matrimonio possiamo contrarlo senza il rispetto delle regole, dire che seguendo il cuore e arrivando al rapporto carnale è quello che Dio ha stabilito come matrimonio, visto che Adamo non ha mai messo una firma ne fatto una festa per Eva... questo è grave e fourviante... soprattutto può innescare atteggiamenti illegittimi e può far credere cose che non sono esatte ma dannose, risulterebbe tutto questo un inneggiare alla convivenza... cosa che è aberrante per Dio...
Vorrei prendere a caso un esempio biblico... Maria, Giuseppe... persone amate da Dio e scelte pet il più grande dei progetti... se fosse vero che seguendo il cuore il rapporto che ne scaturirebbe fosse legittimo e approvato da Dio... perchè Giuseppe che amava Maria in presenza di quanto accadde per volontà di Dio, pensò di lasciarla per evitargli la morte certa? Se il rapporto di unione fosse legittimo senza un rito d' iniziazione, importante per stabilire una situazione nuova davanti alla società , perchè il popolo doveva giudicare ciò che non poteva essere giudicato se fosse giusto quanto alcuni oggi affermano?
Ma l'intervento più "spettacolare" è quest'ultimo:
Presentatevi nell'apposita Discussione+Leggete le FAQ+Visitate l'ArchivioSolo perchè non c'è la lapidazione tutto è concesso? Non pensi che comunque la conseguenza del peccato e della trasgressione è sempre la morte? Solo perchè il Signore è misericordioso e aspetta che l'uomo si ravvede del suo peccato... pensi che tolleri il peccato, quello che prima veniva regolato immediatamente con la sua correzione?
In effetti in quest'ultimo intervento si percepisce una gran sete di vendetta sui "trasgressori" e suona come una sentenza di morte. Mi sembra di capire che Dio è dipinto dal fratello, come un giustiziere piuttosto che come un Dio giusto ed equo.
Ma c'è da chiedersi: Dio odia il peccato perché è un affronto a delle leggi pesanti e ingiuste impartite da una Mente Dittatoriale o lo odia perché il peccato in realtà si ritorce contro l'essere umano? E' per il Suo interesse che Dio agisce o nell'interesse dell'uomo? E' per noi o contro di noi?
Poi non capisco il senso di questa frase:
pensi che tolleri il peccato, quello che prima veniva regolato immediatamente con la sua correzione?
si riferisce al fatto che Dio nel passato fulminava alcuni peccatori? Esempio del N.T.: Anania e Saffira
o si riferisce alla correzione che la Chiesa impartiva un tempo sui peccatori?
Ci sarebbe da meditare sulle due cose e sui modi e le intenzioni, ma sarebbe troppo lungo farlo qui.
La meditazione proposta parla del cuore di Dio e delle sue intenzioni amorevoli nei riguardi dell'uomo:
Condannati da Dio o da noi stessi
Ma pare che qualcuno non ne ha afferrato il senso ( ottusità mentale o spirituale? Occorre intercessione!)
Un altro intervento mi ha colpita:
se poi chi dice di essere nella verità, dalla stessa passa alla libera interpretazione della scrittura... è evidente che rientrerà tra quelli che dall'interno della chiesa divulgheranno altre "verità" non ammesse. Pensate che Dio sia ingiusto? o cambia i suoi propositi?
No comment! ( Si vede che ha capito proprio tutto! Ottusità mentale o spirituale? Qui bisogna davvero pregare!) E poi:
A te firflu, ti sei sentito toccato perchè ti ritieni un modernista?
Ma quando mai! A me sembra anzi che questo qui sia rimasto ai tempi delle "origini" :)) :))
E anche questo:
poi non bobbiamo cercare sempre il nostro comodo facendoci portavoce di gravi situazioni famigliari.
Ah quindi chi si fa portavoce di gravi situazioni familiari cerca il proprio comodo e non quello degli altri?
"Farsi portavoce" perché no? Anzi, decisamente sì. Perché non ci siano ulteriori vittime del sistema farisaico...che ha fatto sempre il suo proprio comodo!!!
Che Dio ci dia saggezza ed equilibrio per un compito di tale portata!

Per cominciare ad approfondire l'argomento Matrimonio-Separazione-Divorzio, cito una battuta comunemente usata:
"Beati Adamo ed Eva che non avevano rivali e nemmeno le suocere"
Vorrei far notare una cosa: Il matrimonio o l'unione tra un uomo e una donna non è un comandamento né un sacramento.
Il comandamento è : "Non commettere adulterio"
E perché ci è stato dato questo comandamento? Immagino che Dio abbia pensato al nostro bene, voleva evitarci di fare del male a noi stessi ed agli altri. Perché è normale che un tradimento provochi ferite spesso inguaribili nella persona che lo subisce!!!
Però non sono molto d'accordo con questa affermazione:
l'adulterio è la prima causa per cui finiscono i matrimoni
Anzi spesso l'adulterio è la conseguenza di una rottura irreparabile avvenuta prima. Difficilmente un marito innamorato tradirà la moglie e viceversa. A meno di non voler essere davvero un "ape" :)) Un pastore in una sua predica tempo fa ha fatto una acuta osservazione: "Quando l'amore nella coppia non esiste più, automaticamente subentra l'adulterio, perché il cuore è libero".
Ma d'altra parte stare insieme solo per dovere, per giuramento di fedeltà scritto sulla carta, non è costruttivo. E' penoso e logorante tenere su una facciata. Credo sia opportuno, soprattutto quando ci sono dei figli, fare tutto il possibile, tutto quello che è in nostro potere per ricostruire il rapporto di coppia. Ma ci sono anche tante di quelle situazioni dolorose in cui non c'è niente da ricostruire, niente da salvare, e per cui valga la pena lavorare, nessuna base da cui partire e soprattutto non si può se l'altro "non c' è"! Si può solo se in due a volere la stessa cosa con la stessa sincerità e con lo stesso impegno.
Alcune situazioni spesso sono deleterie anche per i figli e la separazione sarebbe il male minore.
Analizzando caso per caso, e studiando bene il problema, bisognerà cominciare a prendere in considerazione le possibili soluzioni...
La Chiesa non può continuare a fare come lo struzzo che nasconde la testa per non vedere la gravità del problema e rifiutarsi di affrontarlo per restare attaccata morbosamente alla "propria visione" distorta ed esasperata di alcuni passi scritturali dichiarando "verità non ammesse" ogni "lettura" diversa degli stessi.
Voglio dire anche io la mia su questo argomento e lo faccio portando un mio piccolo studio. Io non sono un teologo o un'esegeta ma un semplice credente che si sforza di capire le varie implicazioni morali e non in cui ci si può imbattere, alle volte anche personalmente, nel corso della vita. E lo faccio con amore e senza spirito di contesa. A me interessa aprire la mente alle cose di Dio, per cui mi do da fare utilizzando l' eredità intellettuale e spirituale di uomini che hanno speso la loro vita nello studio della Parola affinchè noi ne potessimo beneficiare. Chiusa la premessa vado al sodo, presentandovi due passi biblici che vengono usati a sostegno dell'indissolubilità del matrimonio (leggi:no al divorzio!) nella loro versione italiana e nel corrispondente originale greco:
È stato pure detto: "Matteo 5:31 Fu detto: "Chiunque ripudia sua moglie le dia l'atto di ripudio". Matteo 5:32 Ma io vi dico: chiunque manda via sua moglie, salvo che per motivo di fornicazione, la fa diventare adultera e chiunque sposa colei che è mandata via commette adulterio.
Matteo 5:31 Errethê de, Hos an apolusêi tên gunaika autou, dotô autêi apostasion. Matteo 5:32 egô de legô humin hoti pas ho apoluôn tên gunaika autou parektos logou porneias poiei autên moicheuthênai, kai hos ean apolelumenên gamêsêi moichatai.
«È lecito mandar via la propria moglie per un motivo qualsiasi?» [...]Matteo 19:7 Essi gli dissero: «Perché dunque Mosè comandò di scriverle un atto di ripudio e di mandarla via?» Matteo 19:8 Gesù disse loro: «Fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi permise di mandare via le vostre mogli; ma da principio non era così. Matteo 19:9 Ma io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per motivo di fornicazione, e ne sposa un'altra, commette adulterio».
Matteo 19:3 Kai prosêlthon autôi Farisaioi peirazontes auton kai legontes, Ei exestin anthrôpôi apolusai tên gunaika autou kata pasan aitian? [...] Matteo 19:7 legousin autôi, Ti oun Môusês eneteilato dounai biblion apostasiou kai apolusai [autên]? Matteo 19:8 legei autois hoti Môusês pros tên sklêrokardian humôn epetrepsen humin apolusai tas gunaikas humôn, ap' archês de ou gegonen houtôs. Matteo 19:9 legô de humin hoti hos an apolusêi tên gunaika autou mê epi porneiai kai gamêsêi allên moichatai.
Ora voglio farvi notare come sia stata tradotta la stessa parola in maniera diversa, tanto da non rendere chiara l'idea di Gesù, il quale sapeva benissimo che esistevano delle eccezioni per le quali poter divorziare, anche se Egli ribadisce che ciò non fosse nel piano iniziale di Dio.
Le parole sono APOLUO (cito la radice), che significa mandare via e
APOSTASION, e cioè ripudiare, divorziare.
Ai tempi in cui Cristo pronunciò queste parole era in auge un'insegnamento rabbinico secondo il quale si poteva divorziare per un qualsiasi motivo, anche il più futile e insignificante tantochè era diventata così immorale e pretestuosa questa prassi che gli uomini lasciavano le mogli senza dare loro l'atto del divorzio esponendole alla fame (non si potevano risposare) e all'adulterio. Era ciò contro cui si scagliò Gesù, provocato dai Farisei.
Rileggiamo i passi biblici mettendo nei punti chiave l'originale greco:
Matteo 5:31È stato pure detto: "Chiunque ripudia (apolusêi) sua moglie, le dia "l'atto di ripudio (apostasion)". Matteo 5:32 Ma io vi dico: Chiunque manda via (apoluôn) sua moglie, salvo che per motivo di fornicazione, la fa diventare adultera e chiunque sposa colei che è mandata via (apolelumenên) commette adulterio.
«È lecito mandar via la propria moglie (apolusai ) per un motivo qualsiasi?»[...] Matteo 19:7 Essi gli dissero: «Perché dunque Mosè comandò di scriverle un atto di ripudio ( apostasiou ) e di mandarla via (apolusai)?» Matteo 19:8 Gesù disse loro: «Fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi permise di mandare via(apolusai) le vostre mogli; ma da principio non era così. Matteo 19:9 Ma io vi dico che chiunque manda via ( apolusêi )sua moglie, quando non sia per motivo di fornicazione, e ne sposa un'altra, commette adulterio».
La parola APOLUO è tradotta anche così:
Luca 6:37 «Non giudicate, e non sarete giudicati; non condannate, e non sarete condannati; perdonate, e vi sarà perdonato.
Luca 6:37 Kai mê krinete, kai ou mê krithête; kai mê katadikazete, kai ou mê katadikasthête. apoluete, kai apoluthêsesthe;
oppure:
Luca 13:12 Gesù, vedutala, la chiamò a sé e le disse: «Donna, tu sei liberata dalla tua infermità».
Luca 13:12 idôn de autên ho Iêsous prosefônêsen kai eipen autêi, Gunai, apolelusai tês astheneias sou
Matteo 14:23 Dopo aver congedato la folla, si ritirò in disparte sul monte a pregare. E, venuta la sera, se ne stava lassù tutto solo.
Matteo 14:23 kai apolusas tous ochlous anebê eis to oros kat' idian proseuxasthai. opsias de genomenês monos ên ekei.
Quindi c'è una differenza tra il mandar via e il ripudiare. Il versetto correttamente tradotto è:
"Matteo 5:31 Fu detto: "Chiunque MANDA VIA ((apolusêi) )sua moglie le dia l'atto di ripudio". Matteo 5:32 Ma io vi dico: chiunque manda via sua moglie, salvo che per motivo di fornicazione, la fa diventare adultera e chiunque sposa colei che è mandata via commette adulterio.
Che ne pensate? D V B:
Penso che sia perfetto. Cercare i significati delle parole servendosi dei vari contesti credo sia una buona pratica. D'altra parte in ogni lingua si usano delle parole per svariati motivi, ma quando le usiamo nella nostra lingua madre siamo a conoscenza di tutti i loro significati, quindi diventano, come dire, plurisignificanti. Quando si traduce si perdono un sacco di significati in genere, concentrandosi su uno solo di questi, che magari in un'altra lingua ha diverse connotazioni. Conoscere tutti i vari significati che una parola può assumere ci da padronanza della lingua, cosa quasi impossibile con le lingue arcaiche dato che le parole in ogni lingua hanno dei significati particolari inerenti al periodo storico. E allora si passa a questo tipo di analisi, che magari è quella che ci avvicina di più ai significati originali. Così mentre leggiamo "apoluo" nel contesto del divorzio, ci ricordiamo di "apoluo" nel contesto del perdono.
Voglio solo aggiungere una cosina per arricchire la conoscenza della parola "apoluo". Questa deriva dalla radice "luo", che significa "sciogliere, slacciare", mentre la particella "apo" è una preposizione che significa "da". Magari il significato non è sempre diretto, non significa "sciogliere-da", ma si capisce da dove ne deriva il senso.
Pertanto, per la mia interpretazione, "apoluo" è quasi un termine legale, uno sciogliere un contratto.
E fin qui coi termini tecnici. Per il resto, vorrei proporre una nuova veduta su Matt. 5:32: Ma io vi dico: chiunque manda via sua moglie, salvo che per motivo di fornicazione, la fa diventare adultera e chiunque sposa colei che è mandata via commette adulterio.
Qui Gesù cosa sta facendo? Sta imponendo una nuova regola oppure sta soltanto descrivendone una già esistente? Io credo che sia la seconda. Penso che Gesù stia dando la motivazione del suo argomento, cioè: chiunque manda via sua moglie è bene che provveda l'atto di divorzio, altrimenti la donna si trova in una posizione assurda, perchè si trova in uno strano status: lei è adultera (perchè immagino che le donne ripudiate senza l'atto di divorzio fossero considerate adultere) e non può uscirne in nessun modo, dato che nessuno potrebbe sposarla dato che qualsiasi potenziale altro marito sarebbe considerato illegale. Con questo voglio anche sottolineare che all'epoca non c'era distinzione tra la sfera legale e quella religiosa, il potere era nelle mani del clero. La legge e la religione erano la stessa cosa, e Gesù non sta implicando che la legge sia giusta o sbagliata, ma sta solo spiegando delle pratiche legali. Che oggi ci suonino religiose non significa che all'epoca non fossero puramente (secondo il nostro punto di vista) legali.
Grazie mille per il tuo commento ispiratorio jabez ^__^
Domande o dubbi su questo sito? visita la sezione FAQ | Jamendo! | Il mio blog | ArchLinuxIlluminante davvero il tuo studio, Jabez! :)
Avevo dimenticato di mettere un link su un forum dove si era precedentemente affrontato l'argomento. Rimedio subito, per avere un quadro più completo della situazione:
Il divorzio: cosa ne pensa Dio?
A questo punto mi sembra opportuno riportare alcune interessanti frasi tratte dal blog postato inizialmente. Sperando che queste citazioni aiutino ad inquadrare meglio il problema del Matrimonio.
Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne."
Questi versi implicano riproduzione, non l'istituzione del matrimonio.
Penso che non si debbano generalizzare tutti i divorzi perchè io credo che alcune persone vivano situazioni drammatiche e violente. Alle volte si possono sbagliare scelte importanti come queste, o no? Non è che tutti divorzino per divertimento o solo perchè son stufi del loro partner. Ti chiedo: esistono matrimoni che non sono secondo la volontà di Dio? Se uno si accorge di aver fallito in una relazione nella quale, magari, aveva investito la sua vita, che deve fare? La storia di Davide e Betsabea cosa ci insegna? Io non sono per il divorzio ma nemmeno per quelli che demonizzano situazioni che non conoscono, che non hanno vissuto e che distruggono con la loro rigidezza vite di uomini e donne già cariche di dura sofferenza, isolandoli dalle comunità, impedendo loro di ritornare a Cristo con fiducia, facendoli sentire indegni di appartenerGli e buttando su di loro ogni giorno il peso del giudizio
"Guai anche a voi, dottori della legge, perchè caricate la gente di pesi difficili da portare, e voi non toccate quei pesi neppure con un dito!" (Luca 11: 46)
L'istituzione del matrimonio, così come intesa oggi è completamente inesistente nella bibbia. Ora puoi prendere versi su versi e puoi far dire loro quello che ti pare, fatto sta che questi non parlano di matrimonio, ma piuttosto di vita sessuale, molto diversa come cosa. Come lo so? Molto semplice, basta lasciar parlare il testo biblico senza imporgli le mie preconcezioni
Per quanto riguarda adulterio e fornicazione, sono due cose molto distinte, ma simili. Per quanto riguarda l'adulterio, si parla di gente che pur già avendo un partner, cerca sfoghi sessuali altrove. Per quanto riguarda la fornicazione (i fornicatori in greco si chiamano pornoi, ti dice nulla questo termine?) si parla di pratiche sessuali fini a se stesse (orgie, varie ed eventuali).
"La moglie non ha potere sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso modo il marito non ha potere sul proprio corpo, ma la moglie."
All'epoca la donna era proprietà dell'uomo, in tutti i sensi. L'uomo decideva cosa farne, e come si capisce questo era un vero e proprio abuso. Questo verso non fa che azzerare tutto e mettere in paro i rapporti: se l'uomo ha potere sul corpo della donna, anche la donna ha potere sul corpo dell'uomo (questo non implica per forza esclusivamente rapporti sessuali, ma anche le altre sfere della vita).
Farei notare una cosa, per esempio: quante donne hanno il coraggio di esprimere la loro opinione? Questa non è una critica alle mie sorelle, attenzione! Le capisco perfettamente, perchè nessuna vuole correre il rischio di essere bollata come immorale o essere accusata di adulterio senza avere avuto mai neanche la minima intenzione di commetterlo
Purtroppo devo dire che ho visto tanti matrimoni naufragare e raramente per ragioni di adulterio. Spesso anzi in questi casi i coniugi si sono perdonati e riconciliati. I problemi maggiori sono altri, non di natura sessuale.Non mi pare che la bibbbia penda tutta dalla parte dell'uomo visto che anzi dice che deve amare la moglie come Gesù la chiesa. Il matrimonio non è una buona opera da compiere verso qualcuno, ma qualcosa in cui devono investire due persone insieme per tirare il carretto. Bisognerebbe valutare ogni caso con le dovute attenzioni e pietà verso chi soffre. Troppo legalismo non può che fare del male alla società. Quindi rivedere un attimino alcuni appigli estremisti per salvare qualcuno non penso che disturberebbe Gesù: sarebbe come il non voler salvare una pecora caduta nel fosso solo perchè è sabato e di sabato secondo la legge non si lavora.
Quanti matrimoni santamente cristiani sono portati avanti solo per mantenere la facciata? Quante coppie piamente radicate nella parola vivono insieme sotto lo stesso tetto ma sono separati in casa?
Dove sta allora la differenza? forse nel fatto che qualcuno si è presa la responsabilità delle sue azioni e sta separato di fronte a tutto il mondo mentre altri per paura e per imposizione o altro preferisce fare finta di essere felicemente sposato.
Duemila anni fa in Israele l'istituzione che vigeva era quella del matrimonio ebraico (sempre di 2000 anni fa). Per chi nasceva in quella cultura, non credo ci fosse altra scelta, e te lo fa capire la lapidazione stessa. O ti sposi in quel modo, o fai una brutta fine.
Ora che fosse in vigore quella legislazione non mi sembra sia una grande giustificazione per la pratica del matrimonio oggi.
E per concludere: il matrimonio è una convivenza certificata da un contratto. Se togli il contratto cambia poi tanto? E' il pezzo di carta o una cerimonia a decidere tutto?
Che all'epoca non ci fosse libertà, non significa che la libertà sia sbagliata.
L'unione di cui si parla nella Genesi è quella riproduttiva, non un contratto. Allo stesso modo, quello che oggi chiamiamo matrimonio, ha ben poco a che vedere con quello che all'epoca veniva chiamato matrimonio. Allora cosa bisognerebbe fare, tornare ai costumi arcaici per essere più biblici? Oppure a Dio interessa solo che esista un contratto che per la società venga chiamato "matrimonio"? Allora Dio è "modernista" perchè si adegua ad ogni tipo di società?
Il detto "occhio per occhio, dente per dente", implica che la vendetta sia una cosa buona? Il detto "meglio sposarsi che ardere", significa che tra i due mali si prende quello minore.
La mia impressione è che spesso noi gridiamo "impuro impuro" ad alcuni comportamenti "mondani", mentre ci lasciamo fin troppo facilmente avviluppare da altri "modi di vivere del mondo" , solo che questi ultimi sono "consentiti dalla Madre Chiesa" e ci appaiono "legali".
Presentatevi nell'apposita Discussione+Leggete le FAQ+Visitate l'ArchivioChe voglio dire in definitiva? Che il fragile fondamento del legalismo non regge più l'Edificio. Voglio dire che se nel cuore lasciamo operare Gesù, non sarà più un sacrificio la rinuncia a questa o quella cosa, ma se è semplicemente un cercare di darci una parvenza di santità, Dio lo sa e non è interessato ai nostri sforzi assurdi! Questo mio intervento non è un attacco, ma uno spunto di riflessione per me e per tutti.
Oltre a questi commenti erano stati pubblicati su quel blog un sacco di altri interventi interessanti, ma lo Spirito Evangelico del presente Secolo ha prontamente provveduto alla cancellazione di ciò che oggettivamente "non edifica, è inutile, polemico o non si attiene allo scopo del sito".
In cambio di questa piccolissima restrizione leggermente oscurantista, possiamo deliziare la nostra Anima ed elevare il nostro Spirito raccogliendo le brillanti Perle di infinita Saggezza Spirituale che lo Spirito Evangelico del presente Secolo ci propone:
Presentatevi nell'apposita Discussione+Leggete le FAQ+Visitate l'ArchivioSe qualcuno desidera essere il meno possibile contagiato dalla concupiscenza deve protendersi del continuo verso le cose spirituali, non ammiccando con convivenze, famiglie allargate, DICO, coppie di fatto, ecc... facendo anche qualche piccolo sacrificio per resistere ai richiami che questa società corrotta propone, sicuramente la ferma volontà di resistere verrà ampiamente ricompensata dalla benedizione di Dio.
Se poi non riesci a sopportare questo tipo di sacrificio... non riesci a contenere il tuo bisogno... allora sposati rispettando la legge di Dio e quella degli uomini
Ahia! Che botto! Ho sentito scoppiare un grosso pallone! (Premessa)
E così alla fine il matrimonio diventa un legale rimedio indispensabile per un incontenibile bisogno fisiologico? E che fine ha fatto il poetico e altamente spirituale cantico del blog "che valorizza l'importanza del matrimonio?
Io per te, tu per me, noi due insieme, per l'eternità, bacini, cuoricini, due cuori e una capanna, un corpo e un'anima, come Cristo e la Sua sposa, ci ameremo e stimeremo in dono totale... ci incoraggeremo e vizieremo l'un l'altro, ci coccoleremo...
Ora gli angeli hanno smesso di cantare in gloria, le campane non suonano più, i violini nemmeno, i poeti hanno cancellato tenere parole...e come recita una nota pubblicità: aiutatemme!
(Sorelle, correte a ripararvi in segreti rifugi, fratelli trooooppo spirituali cercano moglie cristiana sottomessa!)
Scusatemi, non ho resistito! :))))
Prometto che sarò più seria la prossima volta! (Ma chi mi conosce veramente sa quanto lo sono!)
OK è giunto il momento di choccarvi.
Il matrimonio come istituzione religiosa, oggi nella nostra società occidentale non ha più alcun motivo per esistere.
Non esistono più i presupposti religiosi, morali e sociali per far si che, una istituzione del genere possa resistere e sussistere. Ma voi mi direte: "...nel mooooooondoooooo le cose vanno così ma, nella Chiesa del Signore no!". E perchè? la Chiesa dove sta? su Marte? Tutti coloro che sono "chiesa" devono pagare le tasse, prendere il tram, avere un conto in banca e vivere secondo le regole sociali della nazione di residenza. Non nascondiamoci dietro un fiammifero. In questa società moderna, non è più possibile o quasi, portare avanti un matrimonio che resti incontaminato da ingerenze esterne. A meno che una famiglia vada a vivere a 3000 mt di altitudine in mezzo ai lupi. Se oggi sposarsi significa mettere in conto che, potrebbe anche succedere che ci si separi, allora visto che separazioni, divorzi ecc... comportano guai giudiziari, problemi e spese enormi, avvocati, giudici ecc.. tanto vale una civile e sana convivenza. Così al limite se non dovesse funzionare, lo strappo sarebbe minore. Il matrimonio resta valido e un progetto di Dio ok... ma ha senso per chi, crede fermamente in questo valore e lo porta avanti con un cuore e una mente nati di nuovo. Ma anche così... mmah? ho visto ormai tanti, troppi matrimoni svoltisi in chiesa (evangelica) con tanto di benedizione pomposa del pastore, con tanto di profezia in lingue e interpretazione ... con fiori, fotografi, pranzi pantagruelici e chi più ne ha più ne metta! Cerchiamo di essere meno teorici e un po' più pratici e se il rischio di un divorzio oggi va contemplato, cerchiamo di farci del male il meno possibile.
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