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Dal blog di Giacomo Korn- Dialogo Interreligioso qui:
La parola ai credenti
Evidenzio alcuni tra i più ricorrenti rilievi che gli atei e gli agnostici rivolgono ai credenti.
Quali argomenti possono essi proporre per controbattere agli appunti mossi?
L’auspicio (non certamente un obbligo) è che le argomentazioni non si fermino al solito “E’ per la volontà-imperscrutabile- di Dio”, e che siano, nel limite del possibile, sintetiche.
Partiamo dai principali attributi del Signore: la Bontà, la Giustizia, l’Onnipotenza, tutte al massimo grado. Questi i rilievi mossi dai non credenti.
Dio perfettamente Buono. Se così è, perché Egli ha potuto permettere lo svolgersi del Male, concretizzatosi nella forma più esaltata, ed ”inconcepibile” per l’essere umano, con la Shoà? Con l’uccisione di milioni di persone “colpevoli” solo di professare la Fede che Egli stesso aveva (ed ha) indicato loro di seguire attraverso la Bibbia? Come si può spiegare un “orrore” fuori da ogni ragionevole comprensione, con la perfetta Bontà di Dio?
Come rispondono i credenti?
Dio perfettamente Giusto. Questo attributo del Signore allarga ancora di più il fossato che divide la perplessità precedentemente esposta, con la domanda del perché di tanto male (quale eufemismo!) ad un intero Popolo. E’ stato “giusto” lasciare colpire un immane numero di innocenti per mano di altri esseri umani? Non poteva Dio Onnipotente opporsi a questa immane tragedia? E da altre catastrofi generate dalle Crociate, dai Got mit uns (Dio con noi, dei nazisti), dall’Inquisizione, dalle Guerre sante (le vuole Dio! Quale stupidaggine!)?
Come ribattono i credenti?
L’eclissi, il silenzio di Dio. Taluni presentano, al riguardo dei precedenti rilievi, la seguente motivazione.Una volta creato l’universo, il mondo, l’uomo, Dio ha pensato che non c’era più nulla da dare. Ciò, anche a seguito del fatto che Egli aveva donato alla persona il “libero arbitrio”: la possibilità di scegliere tra il bene ed il male. L’ha resa responsabile delle proprie azioni. Adesso toccava all’uomo “dare” a Dio. L’uomo era veramente libero. Di attuare anche le più orrende efferatezze nei confronti dei suoi simili. Ma, se così fosse, ci si chiede quale significato possa avere allora la preghiera, caposaldo di tutte le religioni.
Attraverso essa ci si rivolge a Dio per “chiederGli” sempre qualcosa di buono, non di cattivo: un aiuto, un conforto nella disgrazia, nel bisogno in ogni caso. E’ l’uomo che soffre che si rivolge a Dio. Ma se il Signore Iddio “non risponde” più, qual è il significato da attribuire alla preghiera?
Ci si riferisce non alla Benedizione rivolta a Dio, bensì a quanto ci dovrebbe richiamare nomi quali: Fatima, Lourdes, il Muro del Pianto, la Kaaba. E l’aspettativa dei miracoli?
Che cosa argomentano i credenti?
L'articolo di Giacomo Korn continua ma intanto direi di cominciare da qui. Giacomo, mi concederai spero la licenza per il grassetto in qualche frase. Ed eventuali commenti e sviluppi della discussione mi occuperò io stessa di trasbordarli nel tuo blog.
P.S.: Trattasi di civile dialogo, non ci sono credenti e non credenti su nessun banco degli imputati!
Carissima Evy, come posso non concederti di metter in grassetto ciò che ritieni opportuno? Non fai altro che "aggiungere" qualcosa al mio dire, senza nulla "togliere".
Ti sono sempre riconoscente. A "risentirci", e grazie.
Caro Giacomo, ti ringrazio per la discussione che hai posto in essere (e grazie a Evy per averla trascritta!) perchè la ritengo molto importante.
Innanzi tutto tengo a precisare che non troverai una risposta univoca da parte dei cristiani o dei credenti in Dio perche il cristianesimo non è mai stato un blocco monolitico.
Io, quindi, condividirò quello che è il mio punto di vista inserito nella riflessione della chiesa Riformata protestante di cui sono membro.
Dopo la Shoà il pensiero su Dio delle chiese protestanti Riformate (Luterana, Valdese, Metodista...) si è fatto molto intenso.
Si partiva proprio da quelle considerazioni che hai fatto tu.
Come concilare il Dio onnipotente, perfettamente buono dell' Antico Patto, con tutto quel buio e vuoto che la Shoà ha lasciato?
Da allora ogni preghiera, predicazione, canto, ne ha tenuto considerazione.
Quello che si è cercato di fare è tenere a debita distanza la tentazione di giustificare Dio.
Tutto ciò senza deresponsabilizzare l'uomo dalle atrocità che commete.
E' diffile ma abbiamo cercato di fare questo.
Quanto a me, credo che gli appellativi di Giusto, Onnipotente, Buono siano e restano appellativi dati da uomini che hanno come misura l'uomo stesso (salvo alcuni casi).
Erano frutto di esperienza particolari che venivano assunte come universali e assolute.
Nel Nuovo Patto la storia cambia: Dio si svela all'uomo facendosi carne in Gesù Cristo.
Gesù, perfettamente uomo e Dio, incredibilmente soffre, viene perseguitato fino alla morte.
Così avviente anche ai suoi testimoni.
Gesù non guarisce tutti indistintamente, ma si serve di guarigioni come segni che indicano qualcosa di più profondo.
La gente che lo cercava per avere solamente pane e pesci (Dio provvede), solo per potenti operazioni fini a se stesse (Onnipotente), per sovvertire con la violenza il popolo oppressore (Dio degli Eserciti), ne usciva delusa.
Io ti rispondo che non conosciamo Dio e sappiamo poco di Gesù.
Da cristiano protestante ti dico che Gesù lo possiamo conoscere solo grazie all'intervento dello Spirito Santo che, essendo Egli Dio, svela e spiega la Sua Parola.
Inviata da: marcoDopo la Shoà il pensiero su Dio delle chiese protestanti Riformate (Luterana, Valdese, Metodista...) si è fatto molto intenso.
Si partiva proprio da quelle considerazioni che hai fatto tu.
Come concilare il Dio onnipotente, perfettamente buono dell' Antico Patto, con tutto quel buio e vuoto che la Shoà ha lasciato?
Una "reazione" nobile, matura, responsabile... dignitosamente e perdutamente umana!
(D'altra parte da alcuni libri che ho letto al proposito mi risulta che diversi pastori al tempo del nazismo misero a repentaglio la loro stessa vita per salvare quella di alcuni ebrei a cui avevano offerto rifugio e protezione!)
Inviata da: marco
Da allora ogni preghiera, predicazione, canto, ne ha tenuto considerazione.
E' qualcosa di cui non ero a conoscenza e ne sono rimasta positivamente impressionata!
Marco, allargheresti il concetto in poche parole? Intuisco, ma vorrei capire più chiaramente. Grazie!
Certo Evy.
La battaglia che molti pastori delle chiese protestanti hanno condotto contro il sistema razzista nazista e fascista è costata la vita a molti di loro.
Come non ricordare, ad esempio, la risposta al tentativo di nazificazione della chiesa evangelica tedesca da parte di Hitler e Muller.
Molti pastori e teologi evangelici come Barth reagirono ritrovandosi a Barmen nel 1934 e sottoscrivendouna dichiarazione teologica di opposizione.
O ancora il pastore Dietrich Bonhoeffer impiccato a 39anni nel campo di concentramento di Flossenburg pochi giorni prima della fine della guerra.
Di lui restano gli scritti accademici, le lezioni al seminario confessante di Finkenwalde, le lettere dal carcere e riflessioni sulla predicazione in un mondo non più religioso.
Il suo pensiero risulta ancora straordinariamente attuale.
Egli lottava con se stesso cercando con tutte le sue forze di sperare contro ogni speranza per mantenere una fede in ciò che non si riusciva più a scorgere: Dio.
O anche il pastore valdese Tullio Vinay annoverato a Gerusalemme tra i "giusti" in epoca fascista per aver salvato molti ebrei dallo stermino.
Tutti questi uomini continuavano a vivere, a pregare e a predicare Cristo pur non vedendo la Sua luce in quei tempi oscuri.
Loro leggevano nelle Scritture lo stesso Dio che noi scorgiamo ma, pur non vedendo nella realtà alcuna traccia di Lui in quel male assoluto, esercitavano quella fede a cui tutti siamo chiamati per cambiare noi stessi e questa vita.
Tutto ciò solo lo Spirito di Dio può compierlo in noi!
Essi ci chiamano ancora oggi a resistere al male in ogni sua forma e a credere, nonostante la vita, in una realtà diversa su questa terra.
Evy, ancora grazie.
Ci sentiamo
Giacomo
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