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      CommentAuthorEvy
    • CommentTime24 Apr 2009 modificato
     permalink

    Avevo fame, ma non mi hai dato da mangiare, perché mi hai detto che era colpa mia.
    Ero scansafatiche, pigro, senza ambizione, senza voglia di farmi strada. Troppe ore passavo in riva al mare a contemplare il movimento delle onde, troppo allegramente dividevo coi miei amici più deboli, quel poco che riuscivo a guadagnare invece di investirlo nelle attività più produttive che mi consigliavi.

    Avevo sete, ma non mi hai dato da bere
    ; mi hai detto che più avanti, lungo la strada, c’era una fontana pubblica alla quale potevo attingere. Non ti sei accorto, andavi di fretta, che ero immobilizzato a una sedia di dolori e non c’era nessun altro a cui potevo chiedere.

    Ero carcerato, ma non mi hai visitato, perché ti vergognavi di me. Ero per te sempre la pecora nera della famiglia. Mi avevano sorpreso a rubare nella villa di un ricco mentre cercavo di trafugare degli oggetti, inutili e costosi, che speravo di rivendere per ricavarne qualcosa per aiutare mia moglie, i figli, che dopo anni alla cassa integrazione non riuscivo più a sostenere con dignità.

    Ero malato, ma non sei venuto in ospedale a chiedere di me. In fondo te la sei cercata la tua malattia, hai pensato. E’ vero, i soldi per dire addio alla tua verginità te li ho dati io, ma l’AIDS non viene per posta, non è una ferita di guerra. Potevi stare più attento a scegliere le tue amicizie e i tuoi amori. Adesso arrangiati e impara, se ne avrai il tempo. Questo hai pensato e io non ti ho più rivisto.

    Ero ignudo, ma non mi hai rivestito. Ero arrivato a nuoto sulla spiaggia, scaricato in acqua da un gommone. Avevo visto morire in mare tanti amici a cui inutilmente avevo cercato di tendere la mano. Ho abbandonato i miei abiti sporchi e ti ho chiesto aiuto. Ma tu hai continuato a camminare, chiuso nella tua indifferenza, e hai pensato che era una questione di civiltà. Se non avessi ricevuto aiuto, più velocemente avrei capito che era meglio per tutti che ritornassi da dove ero partito. Tu non sapevi che era l’inferno a cui volevo sfuggire.

    Ero pellegrino, ma non mi hai accolto. Perché avresti dovuto aprire la tua casa a uno che non conoscevi? Troppa polvere addosso, troppo lunghi barba e capelli e soprattutto parlavo una lingua a te non nota, ero straniero. Mi hai fatto cenno di proseguire, disegnando nell’aria con la mano itinerari improbabili lungo i quali avrei incontrato persone più idonee a darmi una mano, mai sotto il tuo tetto no, non era possibile, aspettavi ospiti e io ero inatteso, imprevisto, non ero nell’elenco.

    Ero prostituta e mi hai guardato con disprezzo
    . Perché avresti dovuto intenerirti di fronte alla mia richiesta di aiuto? Cercavo di aggrapparmi a quel poco di dignità che mi era rimasta per desiderare una vita fatta di tenerezza e non di soprusi. Ti sei allontanato senza neppure guardarmi negli occhi. Se solo lo avessi fatto per un istante, avresti visto brillare un frammento di quella sorgente alla quale in altro tempo, tu pure avevi attinto con l’impazienza della gioventù. Ma l’ingiuria del tempo, che troppo velocemente mi aveva violentata, non ti ha consentito di riconoscermi.

    Adesso, mentre un sole amico ci illumina in questo prato infinito, ti meravigli di rivederci tutti nella Casa del Padre. Ti vorresti chiedere come mai siamo qui, perché anche noi. Ma hai imparato ormai a non fare troppe domande, troppe volte il tuo Signore ti ha sconvolto la vita e ti ha spiazzato con la sua fantasia. Ora ti ritrovi in mezzo a noi e ci guardi stupito negli occhi.
    C’è solo un posto libero ed è alla nostra tavola. Ti siedi perplesso. Abbiamo l’eternità per capirci.


    Giovanni Tammaro

    dal bimestrale di riflessione e informazione nonviolenta Qualevita

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      CommentAuthormarco
    • CommentTime27 Apr 2009
     permalink

    Bellissimo articolo!
    Appena ho un pò più di tempo tornerò sul tema...

    Mài nèim iss Marco, uòtt iss iòr nèim?
    •  
      CommentAuthormarco
    • CommentTime30 Apr 2009
     permalink

    Il problema posto nell'articolo credo voglia porre l'attenzione sugli ostacoli che l'individuo e la società creano artificiosamente tra i membri della famiglia umana.
    Uno di questi, come bene sottolineato da Evy, è l'egoismo.

    A mio parere, però, esiste un'altra "ombra" della società contemporanea spesso troppo sottovalutata: l'alienazione.
    Alienazione che comporta la presa di distanza da tutto, anche da se stessi.
    Questo è un tema ampiamente dibattuto da molti scrittori e sociologi, e quindi mi limiterò a sfiorare il problema in rapporto ad un aspetto della vita: la chiesa.

    Molte, troppe chiese sono divenute simili a delle grosse industrie che sfornano uomini e donne incapaci di spirito critico.
    In queste chiese, soprattutto in quelle in cui il concetto di "autorità e sottomissione" è imposto, le gerarchie tendono ad assegnare ruoli preconfezionati ai membri in funzione di bisogni artificiali.
    Ciò in evidente contrapposizione non solamente con i veri problemi del mondo, ma anche con le vocazioni naturali che ogni cristiano ha nel proprio cuore.
    Tutto questo genera frustrazione nel fedele che non può adempiere a quello a cui Dio lo ha chiamato prima che la religione lo ri-legasse.

    Conseguenza: uomini e donne cristiani diventano altro da se stessi e altro rispetto a Cristo.

    Continuiamo a lottare nelle comunità in cui ci troviamo a favore degli oppressi da qualunque potere li ri-leghi a ciò da cui Gesù Cristo ci ha liberati a così caro prezzo.

    Mài nèim iss Marco, uòtt iss iòr nèim?
    • CommentAuthorjonnyc
    • CommentTime1 May 2009
     permalink

    Marco, condivido quello che hai scritto, ma in che modo si lotta? Non credi che qualsiasi lotta diverrà inefficace se i membri (pastore, anziani ecc.) non avranno la maturità, conoscenza o spiritualità per riconoscere gli aspetti descritti da te? Certo qualcuno dovrà pure incominciare, tuttavia, che effetti avrà il tutto in soggetti i quali considerano attendibili soltanto le parole di chi riveste una carica ecclesiale? Ho l’impressione che molti membri delle nostre chiese considerano, questi ultimi gli unici in grado di poter discernere, insegnare, commentare, correggere, ecc., determinati argomenti, pertanto in quest’aspetto non vedo molta differenza con la chiesa cattolica. Anzi, non fanno altro che omettere l’insegnamento dei bereani.

    •  
      CommentAuthormarco
    • CommentTime5 May 2009 modificato
     permalink

    Jonnyc, io credo che perseguire la causa della giustizia su questa terra e per questa terra ( e quindi anche nella chiesa) sia necessario per chiunque desideri essere discepolo di Gesù.
    Non dobbiamo dimenticare che le parole con le quali crebbe Gesù prima di intraprendere il suo ministero furono proprio quelle di Isaia (predicate da Giovanni il battista, alla cui scuola Gesù stette del tempo).
    Per quanto riguarda l'efficacia della giustizia (e della Parola di Dio) ha molto a che fare con la struttura ecclesiastica.
    Quanto più l'autorità delegata di amministrare una comunità è accentrata nelle mani di pochi "eletti", tanto più sarà difficile che la critica costruttiva venga accolta (o quanto meno pensata).
    Nelle chiese in cui il pastore evangelico o il sacerdote cattolico diventa altro da un semplice uomo con una responsabilità, discutere è spesso infruttuoso.
    In ambito cattolico romano è chiaro che ci sarebbe bisogno una ri-fondazione teologica prima che ecclesiologica (cioè porre Cristo come centro).
    Nella "Chiesa senza papa" ma con Cristo come capo, quali sono le chiese evangeliche, si dovrebbe ripensare alla struttura delle assemblee e tralasciare le gerarchie fini a se stesse.
    Da qui, a mio parere, cambierebbe tanto.

    Mài nèim iss Marco, uòtt iss iòr nèim?
    • CommentAuthorjonnyc
    • CommentTime5 May 2009
     permalink

    si dovrebbe ripensare alla struttura delle assemblee e tralasciare le gerarchie fini a se stesse.
    Come sempre sei stato molto chiaro e conciso, quello che non ho capito è come bisognerebbe attuare le tue indicazioni in una realtà come quella descritta da me?

    •  
      CommentAuthormarco
    • CommentTime8 May 2009 modificato
     permalink

    Jonnyc, non posso parlare di realtà che non conosco.
    Posso, però, parlarti di ciò che ho vissuto e sperare che ti possa essere utile.
    Premetto che le chiese pentecostali, essendo chiese senza papa (come tutte le chiese Evangeliche), presentano diversità tra loro e eccezioni.
    Io ho frequentato la realtà cattolica e la chiesa pentecostale quanto basta da poter conoscere la loro ecclesiologia.
    Parlo al singolare perchè, nella sostanza, è molto simile e non a caso sono simili le resistenze che entrambe le realtà oppongono alle critiche costruttive che in qualche modo presuppongano una riforma del loro essere chiesa.
    La loro struttura gerarchica è, purtroppo, molto simile in quanto a rigidità (che non garantisce, come insegna la storia,un' agire giusto) e composizione degli orgnani decisionali in una struttura gerarchica costituita esclusivamente dal clero.
    Molti pastori pentecostali e sacerdoti cattolici sono considerati la "bocca di Dio" che decide di fatto per i loro fedeli.
    Questo deriva dalla loro visione del ministero, inteso più nell' accezione di leader che di servo.
    Io ho provato a far capire in entrambe la realtà che una chiesa rigida e chiusa in se stessa non può riuscire ad ascoltare la voce dell'altro rispetto a sè.
    Ma una realtà governata da uomini che ascoltano solo la voce di Dio (o di se stessi...) non è capace di prendere in considerazione le idee di un giovane ragazzo.
    Così ho rivolto, grazie all'aiuto di mio fratello, l' attenzione verso una realtà evangelica realmente diversa come quella riformata Valdese (e che fa riferimento alla Riforma protestante).
    In questa antica chiesa evangelica si cerca di applicare la struttura assembleare proposta dal riformatore evangelico Calvino.
    Egli ha riconosciuto che una chiesa, per poter ascoltare se stessa e il suo prossimo, debba essere guidata da concistori a cui partecipano membri di chiesa e pastori.
    Nella chiesa Valdese, infatti, il massimo organo decisionale (Sinodo) è costituito da pastori e laici in egual numero.
    Questo provoca, nei fatti, una maggiore attenzione verso il bene comune (non solo della chiesa ma del Paese) a discapito del settarismo clericale.

    Mài nèim iss Marco, uòtt iss iòr nèim?
    •  
      CommentAuthorEvy
    • CommentTime3 Jul 2009
     permalink
  1.  permalink

    Una bella vecchia canzone diceva che non ci sono poteri buoni, e lo diceva apostrofando quelli che sono arrivati a pensare il contrario in modo che non ritengo opportuno ripetere.
    Non ci sono poteri buoni e non esistono chiese governate da uomini (sia in modo autarchico, sia in modo collegiale e quindi più democratico) che si possano definire buone.
    In un immaginario corso di studi sulla spiritualità, il concetto accennato corrisponderebbe alle astine che una volta facevano fare a scuola prima dell'abc.

    •  
      CommentAuthorEvy
    • CommentTime6 Jul 2009
     permalink

    Radio, stando a quanto affermi, non abbiamo alternative.

    Ci rimane una sola possibilità: l' anarchia.

    Ho inteso bene o debbo farmi un ripasso di "asticine"?

    • CommentAuthorRADIOLONDRA
    • CommentTime6 Jul 2009 modificato
     permalink

    Assolutamente no; stando a quanto affermo non ci rimane solo l'anarchia; ci rimane qualcosa di infinitamente meglio di una utopia, ci rimane IL SIGNORE, che, salvo per la pietà e l'amore con le quali guarda a ogni creatura, E' ESTRANEO alla vita delle chiese.

  2.  permalink

    Tanto estraneo da non permettere una "buona" chiesa democratica?

    Presentatevi nell'apposita Discussione+Leggete le FAQ+Visitate l'Archivio
  3.  permalink

    Estraneo non vuol dire nemico. La pazienza di Dio è infinta, e sono tantissime le cose che Lui permette che non hanno relazione col cielo e con la vita dello spirito.

    •  
      CommentAuthorEvy
    • CommentTime7 Jul 2009
     permalink

    Secondo il tuo punto di vista come dovrebbe essere strutturato il governo della chiesa per avere relazione con il cielo e con la vita dello spirito tenendo conto del fatto che siamo ancora persone in carne e ossa e viviamo ancora sotto il cielo?

  4.  permalink

    Infatti: visto che abbiamo escluso l'anarchia (sono d'accordo), e considerando che Dio non è nemico delle Chiese (ottima osservazione), come dovrebbe essere allora strutturato un "buon governo" di chiesa? E perché non potrebbe essere democratico?

    Presentatevi nell'apposita Discussione+Leggete le FAQ+Visitate l'Archivio
  5.  permalink

    Pensare di potere dare una risposta esaustiva alle vostre domande, significherebbe avere già tradito l'ideale di Chiesa della quale accenno nelle discussioni pertinenti al soggetto.
    Perchè è proprio li il centro del problema, nel volere programmare e governare la chiesa, come se fosse una società "umana" e "terrena".
    Perchè, cara Evy, anche se siamo ancora persone in carne ed ossa che vivono sotto il cielo, non possiamo far finta di non avere mai letto o udito tutti quei passi di scrittura, tutti quegli ammaestramenti, e soprattutto, per chi ha avuto il privilegio e la responsabilità, non possiamo far finta di non avere udito la voce di Dio, che parla forte e chiaro al cuore dell'uomo e lo invita a vivere sulla terra come se stesse nei cieli.
    E come si vive nei cieli ? Quali programmi fanno e come si organizzano le creature celesti ?
    La verità è che oggi, come al tempo dei giudici, "non c'è re in Israele e ognuno fa quel che gli pare meglio". Quelli che lo riconosceranno e si umilieranno davanti al Signore perchè vedranno la loro vita, la vita del mondo, e la vita delle chiese, come barche col timone rotto in mezzo all'uragano, troveranno grazia e luce sul da farsi, da Dio stesso; gli altri continueranno a parlare di dottrine, concili, concistori, visione ecumenica, ecc., che se non ci fosse da piangere, verrebbe da ridere nel pensare a quanto Colui che regge le galassie, sia interessatissimo e preoccupato dei loro discorsi.

    "O ETERNO, DIO NOSTRO, ALTRI SIGNORI, FUORI DI TE, HAN DOMINATO SU NOI; MA GRAZIE A TE SOLO, NOI POSSIAMO CELEBRARE IL TUO NOME" (Cantico dei redenti Is. 26:13)

    •  
      CommentAuthorEvy
    • CommentTime8 Jul 2009 modificato
     permalink

    Inviata da: RADIOLONDRAPensare di potere dare una risposta esaustiva alle vostre domande, significherebbe avere già tradito l'ideale di Chiesa della quale accenno nelle discussioni pertinenti al soggetto.

    Sarò pure ottusa e poco spirituale, ma non ho ancora capito a che tipo di "ideale" di Chiesa ti riferisci.
    So di sicuro che non viene Dio in terra a governare la Chiesa, abbiamo lo Spirito Santo che ci "sovviene" sì, ma occorrono le persone (pietre vive) per essere Chiesa e per fare Chiesa.
    Se intendi qualcosa tipo "governo teocratico" sappiamo bene quanto si tratti di pura utopia e quanto uomini e nazioni corrotti di mente e di cuore pieghino il concetto alle loro assurde e disumane presunzioni.

    La Chiesa è un organismo spirituale ma per forza di cose deve occuparsi di faccende pratiche.
    Un minimo di organizzazione è necessario, no? Perchè Dio dovrebbe avere qualcosa in contrario? In che modo questo potrebbe ledere la vita spirituale della Chiesa?

    La Scrittura non dice che Mosè dietro consiglio del saggio suocero, scelse degli uomini capaci perchè lo aiutassero nel difficile compito di guida del popolo e nell'ammistrazione pratica della giustizia?

    Esodo 18: 25, 26
    Mosè scelse fra tutto Israele degli uomini capaci e li stabilì capi del popolo: capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine e capi di decine. Questi amministravano la giustizia al popolo in ogni tempo; le cause difficili le segnalavano a Mosè, ma ogni piccolo affare lo decidevano loro.

    E che dire del Concilio di Gerusalemme?

    Inviata da: RADIOLONDRAnon possiamo far finta di non avere udito la voce di Dio, che parla forte e chiaro al cuore dell'uomo e lo invita a vivere sulla terra come se stesse nei cieli.

    Vivere come se stessimo nei Cieli... tralascio di dire (almeno per il momento) quello che percepisco del vivere del Cielo nel mio cuore, nel mio spirito, nel mio essere... (e sento un fuoco divorarmi, come diceva Geremia!)

    Vivere come se stessimo nei Cieli, certo, però facciamo tante di quelle cose "naturali" e "terrene" in modo del tutto spontaneo: si comprano case, terreni, ci si dà da fare per ottenere una buona posizione sociale, si prende moglie o marito, si fa sesso (molti sinceri preti per amore della loro vocazione ci rinunciano al matrimonio e/o al sesso, ma pare che anche i più ferventi credenti evangelici non possano proprio rinunciarci anche se sanno che in cielo saremo come angeli!) E poi si fanno figli e la famiglia bisogna organizzarla e gestirla e curarla,e sfamarla e dare un futuro ai propri figli (anche se si va ripetendo "Gesù ritorna presto")

    Vabbè, mi fermo... è solo per chiarcirci un pochino le idee.

  6.  permalink

    No Evy non sei assolutamente ottusa, e quanto ognuno di noi sia spirituale lo sa il cielo (in genere quelli che affermano di esserlo non lo sono); il problema è che che se uno ha vissuto venti o cinquanta anni con l'idea che la chiesa sia una istituzione visibile con relativi organigrammi che deve occuparsi di faccende pratiche, gli riuscirà un tantino difficle pensare e credere che persone semplici, slegate da ogni forma di organizzazione e condizionamento, possano essere e fare chiesa.
    E gli riuscirà ancora più difficile pensare e credere che milioni di persone, organizzate nelle varie mega o micro sette, possano non essere chiesa.
    Quello che vado dicendo non nega minimamente che siamo persone in carne ed ossa con esigenze pratiche, (e anche con esigenze piacevoli alle quali non si capisce proprio perchè si dovrebbe rinunciare) ma credo che bisogna sapere riconoscere il tempo nel quale viviamo, un tempo nel quale non serve organizzare ma vivere da cristiani.
    Ognuno da solo, o con altri se lo vuole e se può, serva Dio con rettitudine e semplicità di cuore.
    Ma quali governi teocratici, basta e avanza quello vaticanocratico che abbiamo nel nostro paese.
    Non siamo ai tempi di Mosè, non servono ministri di culto che si impicciano degli affari che non li riguardano, salvo poi tralasciare quelli di casa propria.
    Per chiarirci le idee cara Evy non basta un commento, davanti a un soggetto così delicato è difficile spiegare senza sbagliare e senza essere fraintesi.

    •  
      CommentAuthormarco
    • CommentTime9 Jul 2009 modificato
     permalink

    Inviata da: RADIOLONDRA
    Ognuno da solo, o con altri se lo vuole e se può, serva Dio con rettitudine e semplicità di cuore.

    Ammiro tanto coloro che da soli, senza dei fratelli e delle sorelle in Cristo che ti possano completare, servono Dio con rettitudine.
    Io sono un ragazzo come tanti, senza virtù particolari, e non ci riesco.
    Credo che la semplicità di cuore sia un dono meraviglioso dello Spirito Santo, ma la rettitudine (parlo per me, da ragazzo) non la potrò raggiungere mai lontano da fratelli e sorelle che mi stiano vicino e mi completino.
    Rifletto sempre su come Gesù nel Nuovo Patto si serva di "pescatori" piuttosto che di "pastori" per insegnarci a lavorare insieme.
    Come può il corpo di Cristo, la Chiesa, servire e costruire il Regno di Dio, se i suoi membri non collaborano?
    E' vero che chi non è contro Dio è per Dio (purchè Cristo sia il suo principio e la sua fine), ma tu come interpreti il capitolo 17 del Vangelo di Giovanni?

    Mài nèim iss Marco, uòtt iss iòr nèim?
  7.  permalink

    Caro Marco, a un dottore della legge che chiedeva a Gesù cosa fare per avere la vita eterna, Egli rispose: nella legge che sta scritto ? COME LEGGI ?
    Noi non siamo ne Gesù, ne il suo interlocutore, ma trovo la domanda quanto mai attuale e pertinente.
    Non c'è nulla nel glorioso capitolo 17 del Vangelo di Giovanni che abbia a che fare con chiese, sistemi, organizzazioni e programmi.
    Il corpo di Cristo, se è tale, è unito, e i suoi membri collaborano sotto la guida del Signore, (l'accenno al servire Dio anche da soli è inteso come possibilità e non come condizione ideale).
    Non occorre grande fiuto o discernimento spirituale per riconoscere che il modus operandi dei conduttori e dei loro proseliti, in genere somiglia più a quello di certi imbonitori che commercializzano beni e servizi, che a quello di cristiani guidati dallo Spirito Santo.
    Marco io non ho consigli da dare, salvo quello di cercare insieme la faccia del Signore per imparare insieme a distinguere il grano dalla paglia, e per riuscire insieme a separare il prezioso dal vile.

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      CommentAuthorEvy
    • CommentTime10 Jul 2009 modificato
     permalink

    Inviata da: marcoAmmiro tanto coloro che da soli, senza dei fratelli e delle sorelle in Cristo che ti possano completare, servono Dio con rettitudine.

    Inviata da: RADIOLONDRA(l'accenno al servire Dio anche da soli è inteso come possibilità e non come condizione ideale).

    Per come la vedo io quella di continuare il cammino da soli è una scelta che si impone quando nella "convivenza" l'influenza della maggior parte dei membri e delle autorità ecclesiali, soprattutto, dovrebbe rivelarsi negativa, deleteria, per la nostra salute spirituale e psicologica. Quando ci vengono messi dei pesi insopportabili e quando la nostra coscienza viene manipolata.
    Personalmente sto camminando da sola da un bel pezzo, è stato un lungo periodo di riflessione e di ricerca personale. Ma non è una situazione ideale, concordo con voi!
    E' bene ed è sicuramente volontà di Dio per il nostro bene, perchè favorisce la crescita, che cerchiamo e stiamo insieme ad altre persone credenti. La cosa difficile, ma non impossibile, è trovare quei credenti con cui ci sia del feeling.

    Come dicevo, forse è meglio continuare la discussione qui:

    http://tmc.altervista.org/Vanilla.1/comments.php?DiscussionID=96&page=1#Item_2

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      CommentAuthormarco
    • CommentTime13 Jul 2009
     permalink

    Inviata da: RADIOLONDRA
    Non c'è nulla nel glorioso capitolo 17 del Vangelo di Giovanni che abbia a che fare con chiese, sistemi, organizzazioni e programmi.

    Scusa per non essermi saputo spiegare chiaramente.
    Con la citazione a Giovanni 17 non volevo per nulla "giustificare a posteriori" lo stato delle chiese istituzionalizzate.
    So che lì non si parla, perchè non le ha volute Gesù, delle chiese come istituzioni.
    Volevo parteciparti che, per la mia poca esperienza, la preghiera di Gesù è quanto mai attuale.
    Se, con i nostri difetti, provassimo a collaborare insieme per la costruzione del Regno di Dio su questa terra, molti settarismi non avrebbero motivo di esistere.
    Io vedo gli stessi comportamenti che vedi tu, solamente combatto affinchè si possa cambiare.
    So che solo lo Spirito santo può compiere questo miracolo, ma io non risparmierò le mie forze.
    Perchè non provare e persistere insieme nel riformare la chiesa con l'aiuto di Dio?

    Mài nèim iss Marco, uòtt iss iòr nèim?
  8.  permalink

    Perchè non insistere a provare a riformare le chiese ? Semplice, perchè è fatica sprecata.
    Per non ripetermi rimando al mio commento su : http://biblicamente.wordpress.com/2009/07/03/quel-gran-genio-di-calvino/

    •  
      CommentAuthorEvy
    • CommentTime13 Jul 2009
     permalink

    Or dunque. Avrei da fare alcune considerazioni:

    1.E se Lutero avesse pensato che era tutta fatica sprecata quella di cercare di riformare la chiesa del suo tempo?
    2. Esisterebbero oggi le chiese evangeliche tutte, avrebbero libertà di esprimere la loro spiritualità e il loro modo di intendere il Vangelo?
    E soprattutto, la Bibbia sarebbe stata tradotta in così tante lingue e la lettura di essa resa disponibile a chiunque?
    3. Il contributo di persone come Lutero e come Calvino non è stato forse fondamentale per la piega che hanno preso poi le cose nella storia del Cristianesimo?!!!

    Anche se erano persone fallibili, e lo sapevano, al contrario del papa. Come fallibile (oltre che apprezzabile sotto alcuni aspetti) è anche il Giuseppe Petrelli da cui tu, Radiolondra, trai così tanta ispirazione.

    4. E' forse la parola "riforma" quella che disturba? E allora esprimiamoci pure diversamente:
    Come dice Marco :
    - Lavoriamo per costruire il Regno di Dio su questa Terra. Oppure...
    - Lavoriamo per costruire l' Edificio di Dio!
    - Lavoriamo nel Campo di Dio!

    5. Non diceva Paolo che "la nostra fatica non è vana nel Signore" e che dovremmo essere sempre "abbondanti nell'opera del Signore"? E recitava un vecchio canto "La Chiesa è qui a guarire le Nazioni" ...

    6.Lo Spirito Santo non può forse ancora ispirare nel lavoro per Dio, per la Chiesa e per il Prossimo, oggi, in questa nostra epoca, in questo nostro tempo?

    7. Cosa sarebbe esattamente "Opera di Dio" e lavoro per l' Opera di Dio? Curare il nostro personale orticello e vivere chiusi in una specie di eremitaggio per "non contaminarci" mentre attendiamo la Beata Speranza?!

  9.  permalink

    Cara Evy, come prima cosa tengo a precisare che salvo che in qualche corrispondenza privata, non uso fare il nome di uomini di Dio, ma mi limito a citare solo qualcosa che hanno detto o scritto, senza citare la fonte, primo perchè la mia fede è nel Signore e non in uomo alcuno, secondo perchè sono consapevole della fallibilità di TUTTI, terzo perchè pur essendovi una sola fede e un solo Signore, le linee ministeriali sono diverse, e magari il cammino e il servizio che va bene per me non è adatto ad altri, e viceversa.
    Non contesto nulla di quello che dici, ma lo interpetro diversamente.
    Per me le parole, servizio, opera di Dio, lavoro, hanno una valenza diversa da quella che tu intendi.
    Io mi sento estraneo al mondo delle chiese tutte (almeno tutte quelle che ho conosciuto) pur nutrendo molta stima e sincero affetto per alcune persone che reputo migliori di me e che vivono e servono Dio al loro interno.
    Credo che si possa vivere da cristiani e lavorare per il regno di Dio senza avere rapporti di collaborazione con istituzioni e chiese "ufficiali".
    Gesù freguentò sinagoghe e si confrontò con i religiosi del suo tempo, ma venne un tempo nel quale disse: LA VOSTRA CASA (non era più la casa del Signore) sarà lasciata deserta . . . (cito a memoria).

    •  
      CommentAuthorEvy
    • CommentTime14 Jul 2009 modificato
     permalink

    Inviata da: RADIOLONDRAnon uso fare il nome di uomini di Dio, ma mi limito a citare solo qualcosa che hanno detto o scritto, senza citare la fonte,

    Al contrario io uso sempre citare la fonte perchè trovo giusto dire chi dice cosa.
    Per quanto riguarda la tua citazione non è un mistero, perchè copiando e incollando sul motore di ricerca Google le parole da te citate nel blog "biblicamente"

    Vi furono e vi sono in ogni tempo dei bene intenzionati che si illudono di giovare ai dimoranti in quella città. Ma non vi sono medicamenti per Babilonia. Tanti pensano di riformarla e rimangono presi dalle lusinghe. Non occorre dirlo: Babilona è figura di religione adulterata e corrotta.

    giungi dritto dritto qui, a questa interessante meditazione e al suo autore:
    http://nuovisacerdoti.altervista.org/novit715.htm

    Inviata da: RADIOLONDRAprimo perchè la mia fede è nel Signore e non in uomo alcuno, secondo perchè sono consapevole della fallibilità di TUTTI,

    Non penso che il fatto di ispirarsi a un qualche personaggio significativo in questioni spirituali significhi riporre la fede in lui. Non c'è niente di male nell'apprezzare e nel citare.

    Inviata da: RADIOLONDRAIo mi sento estraneo al mondo delle chiese tutte (almeno tutte quelle che ho conosciuto) pur nutrendo molta stima e sincero affetto per alcune persone che reputo migliori di me e che vivono e servono Dio al loro interno. Credo che si possa vivere da cristiani e lavorare per il regno di Dio senza avere rapporti di collaborazione con istituzioni e chiese "ufficiali".

    E' la stessa condizione in cui mi trovo io, attualmente, per motivi diversi dai tuoi.
    Però mi sento di incoraggiare e non di scoraggiare chi può e perciò deve fare qualcosa all'interno delle chiese ufficiali!
    Appunto perchè le visioni sull'opera di Dio sono diverse e nella diversità dovrebbe esserci acchirrimento e poi... se persone volenterose e generose, motivate da rette e buone intenzioni, si sentono dire che "è tutta fatica sprecata"... ma chi può dirlo? Io voglio ancora sperare e pregare che Dio rinforzi le ginocchia vacillanti di chi ha a cuore la sorte e il futuro della Chiesa in questa Terra oltre che in Cielo.

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    Cara Evy, la meditazione che si può leggere cliccando sul link che ci hai fornito, per me è oro colato, l'ho letta non so quante volte; e quando ascoltando un messaggio, leggendo una meditazione, ascoltando il consiglio di un amico (anche di persona non credente), sento un assenso interiore, percepisco un Si ed AMEN, cerco di vivere ed agire coerentemente.
    Per quanto riguarda la mia ritrosia a fare nomi, non è certo per fare il misterioso, ma solo per non cadere nel vecchio vizio di: io sono di Paolo, io di Cefa, ecc.;
    cosa che non aiuta il confronto.
    Lo so che non c'è niente di male a citare una fonte, e che a volte è bene farlo per maggiore chiarezza, ma a volte si rischia di essere subito etichettati e catalogati.
    Non ho mai apprezzato quelli che si autoproclamano discepoli di questo o di quell'altro servo del Signore (quanti di quelli che si dicono "francescani" hanno qualcosa in comune con gli ideali e lo spirito di quel santo uomo ?)
    Solo per questo preferisco non fare nomi, e poi sono certo che gli uomini di Dio desiderano che l'unico nome che venga innalzato e portato ad esempio sia qello di Gesù.