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      CommentAuthormarco
    • CommentTime4 Mar 2009 modificato
     permalink

    In questo periodo rifletto spesso sulle difficoltà che le persone affrontano nella ricerca di una fede in Cristo autentica.
    Causa di ciò sono spesso le "verità" assolute, i dogmi e i precetti di fede che le gerarchie ecclesiastiche impongono.

    Spesso alla televisione sentiamo le frasi tipiche della gerarchia Cattolica (e non solo): "La Chiesa dice..." se non addirittura "Dio dice...", che quasi fanno vacillare molti cristiani che in quelle parole rigide non vedono l'Amore che lo Spirito Santo ha rivelato nella loro vita.
    Si tratta della menzogna più sottile, che vuole far passare per Dio ciò che è tradizione umana, finalizzata al consenso sociale e al controllo delle coscienze.
    In una parola:finalizzata al dominio.
    Secondo questi uomini prostituiti al dominio, a Dio si risponde con l'ossessivo ripiegamento su di sé: ognuno è spinto ad una osservanza rigida e strettamente individuale, il cui unico fine è quello di corrispondere religiosamente ad un "dio dei precetti".

    Di fronte a questa ineccepibile correttezza formale, poi, Dio si dichiarerebbe soddisfatto.

    Ciò porta molti a dubitare prima di se stessi, poi della veridicità della Parola di Dio e perfino di Gesù stesso.
    Gesù, invece, rifiuta e condanna aspramente questo dio-fantoccio nelle mani di chi lo manipola e parla nel suo nome.
    A queste persone Dio stesso ha negato di conoscerlo, riducendole a "guide cieche di ciechi".

    La Parola di Dio è la più importante testimonianza che "da fede a fede" ci parla ancora di Dio.
    Gesù, la Parola fatta carne, cita la tradizione scritturale compiendo un gesto che le gerarchie tradizionaliste non hanno mai accettato: la reinterpreta a misura d'uomo.

    Per dirla come un pastore a me molto caro: "la Parola di Dio non è misura di se stessa, sua misura è l'essere umano a cui essa si rivolge e di cui Dio conosce i limiti, le contraddizioni, ma anche gli slanci e la generosità."

    Questo messaggio, pur non diffuso, continua a bussare ai cuori di molta gente avvicinandola alla conoscenza di Gesù Cristo priva di paure ed ansie.

    Mài nèim iss Marco, uòtt iss iòr nèim?
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      CommentAuthorEvy
    • CommentTime17 Mar 2009 modificato
     permalink

    Inviata da: marcoPer dirla come un pastore a me molto caro:"la Parola di Dio non è misura di se stessa, sua misura è l'essere umano a cui essa si rivolge e di cui Dio conosce i limiti, le contraddizioni, ma anche gli slanci e la generosità."
    Questo messaggio, pur non diffuso, continua a bussare ai cuori di molta gente avvicinandola alla conoscenza di Gesù Cristo priva di paure ed ansie.

    Non è un messaggio molto diffuso in effetti, e posso anche intuirne le ragioni. E' un bel messaggio!

    • CommentAuthorRADIOLONDRA
    • CommentTime18 Mar 2009 modificato
     permalink

    Le cose dette, pienamente condivisibili, sono di una ovvietà desolante; ma a volte è "cosa buona e giusta" dire cose ovvie, specialmente se si ha la consapevolezza che la maggioranza dei cosiddetti "praticanti" cristiani, vivono una sorta di fede autistica che spesso fa a pugni con lo spirito e la lettera della parola, che appare sorda ai richiami della logica e del buon senso, e cieca davanti alla realtà (che se osservata con un minimo di spirito critico basterebbe da sola a demolire i castelli di sabbia costruiti intorno alla persona di Cristo).
    Le pretese di quelli che qualcuno ha definito "gli avvocati di Dio", dogmi, precetti e imposizioni varie, certo scoraggiano molti nella ricerca della verità. Peccato che la loro coscienza cauterizzata non gli faccia tornare alla mente, e applicare alle loro persone, le parole di Gesù (Mat.23:13).
    Rimane la consolazione di sapere che Dio conosce i suoi, e che il Diavolo con tutti i suoi servi (consapevoli e non) non può impedire a nessuno che ami la verità di venire alla Luce.

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      CommentAuthormarco
    • CommentTime23 Mar 2009 modificato
     permalink

    Ciao Evy!
    Un saluto anche al nostro amico RADIOLONDRA.

    Inviata da: RADIOLONDRARimane la consolazione di sapere che Dio conosce i suoi, e che il Diavolo con tutti i suoi servi (consapevoli e non) non può impedire a nessuno che ami la verità di venire alla Luce.

    E' più che una consolazione...è una promessa di Dio.

    Mài nèim iss Marco, uòtt iss iòr nèim?